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TRA GLI SCANDALI E LO SCANDALOU

TACKLE DURO – Il derby dei media su Mourinho e gli arbitri

LONDON, ENGLAND - MARCH 04: Jose Mourinho, Manager of Tottenham Hotspur reacts during the Premier League match between Fulham and Tottenham Hotspur at Craven Cottage on March 04, 2021 in London, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Neil Hall - Pool/Getty Images)

Lo Special è in crisi di risultati e torna ad accendere le polemiche per le sue uscite contro i fischietti: ma se col Juve e Milan aveva ragione ora ha esagerato finendo sotto accusa: è diventato un bollito?

Redazione DDD

di Roberto Dupplicato -

Quando Orsato non ha dato vantaggio ad Abraham che stava mettendo la palla nella porta vuota della Juve è tornata a galla tutto, la polemica del gol di Turone, i centimetri del presidente Viola e tutti i modi in cui la Roma ha perso gli Scudetti nella sua storia. Ma Mourinho non è andato ai microfoni a fare casino. Ha lasciato stare su una cosa quasi mai vista (l’Arbitro quanto meno dimostrava di essere confuso quando a Cristante nel tunnel ha detto “il vantaggio sul rigore non si dà mai”, perché non è vero). Insomma il grande Scandalou gli arriva con la Juve e lui sta zitto. Strano. Poi la Roma perde col Milan con un rigore negato ai giallorossi nel finale, uguale a uno concesso la settimana prima dal Var alla Juve - i casi della vita - e lì Mou prende mezza palla al balzo, ma senza affondare il colpo. Ma allora perché esplodere a parlare di fischi e fischietti dopo Roma-Bodo/Glimt 2-2 e Venezia-Roma 3-2?

 Tackleduro: la rubrica

Con casi arbitrali nulli ed un attacco che espone il fianco alla critica “non batti queste due squadre (mediocri) e ti lamenti degli arbitri, ma che mentalità è?!”. E, come si dice a Roma, Channoraggionepurequesti! Hai sbagliato i tempi, caro José, come hai potuto non scatenare l’inferno quando ne avevi motivo per farti autogol parlando di rigori che mancano, quando ne hai presi 8 dai norvegesi che esultano con gli spazzoloni da denti in curva?! Come?! C’era stata poi, a scoppio ritardato, un post Instagram polemico sui rigori da ripetere, visto che con la Juve il rigore sbagliato da Veretout era da ripetere ma - tu guarda - non è stato fatto ripetere. Su Instagram però ti seguono i ragazzini, caro Mou, dovevi protestare subito e ai microfoni, facendo versare fiumi d’inchiostro per giorni di battaglia. E allora la domanda che aleggia nell’aria va fatta: Mourinho si è bollito?

A Balzaretti aveva fatto una mezza battuta quando su Dazn disse di aver trovato il calcio italiano cambiato perché l’opinionista non gli aveva fatto domande sugli arbitri. Va detto che su questo lo Social ha ragione, aveva lasciato una stampa sportiva libera sull’onda della liberazione pallonara e si trova con un dibattito mediatico “anestetizzato” dai broadcaster, che fanno a gara a dribblare le polemiche fornendoci spesso una narrazione caramellosa dove gli arbitri non sbagliano mai, va tutto bene e ne usciremo migliori. E la libertà di stampa sportiva, piano piano, sparisce. Dove però Mou ha torto e quindi quando esagera nel suo ruolo da vittima. Cruciani a Tiki Taka aveva aizzato i romanisti: “Mou è un perfetto per una piazza complottista e vittimista” ed effettivamente c’è una parte di stampa romana che segue il portoghese nella sua lotta coi nemici: “il segnale era prima del derby quando hanno ammonito Pellegrini!”.

Certo, all’epoca la Roma ne aveva vinte 7 su 8 e tutto sembrava facile. Ma le analisi vanno fatte a 360º e Mou ha perso con Lazio, Milan e Juve, ha frenato il Napoli ma le manca una vittoria da grande squadra. Un vero errore è stato far andare Pedro alla Lazio, un altro aver scaricato mezzo gruppo dopo le sei reti prese in Conference. Mou ha dato furore alla Roma, ma poi vincono glia altri e se prendi tre gol pure dal Venezia devi ripartire dalla difesa, non da una critica agli arbitri.

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