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CHI CI CREDE E CHI NO...

TACKLE DURO – Il derby dei media che non credono al Milan da Scudetto

MILAN, ITALY - FEBRUARY 13: AC Milan coach Stefano Pioli embraces Brahim Diaz at the end of the Serie A match between AC Milan and UC Sampdoria at Stadio Giuseppe Meazza on February 13, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

La squadra di Pioli è in testa ma per stampa, radio e tv non è una concorrente credibile per il tricolore: nel frattempo Ibra negozierà il premio Scudetto con Gazidis e spunta la tabella di Pioli

Redazione DDD

di Roberto Dupplicato -

Allegri vede sempre l’Inter come favorita per lo Scudetto anche se dopo il pari di Bergamo ha recriminato: "Avessimo 4 punti in più ci divertiremmo, ne abbiamo persi troppi all’andata”. Ma oggi, nonostante un clima mediatico diffidente non si può nascondere che il Milan abbia le carte in regola per vincere il campionato. Maignan è oggi forse il miglior portiere della Serie A e, se si mette pure a fare l’assistman come piace a Berlusconi, aggiunge imprevedibilità. Milan 55, Inter 54, Napoli 53, Juve 46. Calabria parla di soldi a Sky: “Se faccio parte del gruppo che andrà a discutere il premio scudetto con Gazidis? Saremo i soliti. Io, Ibra, Romagnoli. Ne discuteremo a breve”. E parlando di quattrini viene da puntare. Le scommesse pagano i rossoneri vincenti almeno sei volte la posta giocata, mica male come underdog. Dodo Longhi su Top Calcio la butta sui corsi e ricorsi: “Il Milan vince gli Scudetti negli anni divisibili per 11, l’anno scorso il Milan campione d’Inverno e Inter tricolore, quest’anno Inter campione d’Inverno e Milan…”. Vedremo.

 Tackleduro: la rubrica

L’Inter è virtualmente prima perché deve recuperare ancora una partita col Bologna. Marotta vorrebbe giocare al Dall’Ara ad Aprile e non in mezzo alle delicate sfide di Champions. Quella competizione infrasettimanale che ora il Milan non ha e che per Pioli: “Può essere un fattore come lo è stato per l’Inter, anche se poi loro hanno vinto perché hanno dimostrato di essere i più forti”. Intanto però ora la doppia sfida col Liverpool impensierisce i cugini, e queste partite succhiano energie fisiche e nervose, lo sa bene pure Allegri. Franco Ordine a Qsvs parla di Milan come squadra modello soprattutto “per il futuro perché non ha debiti e si è già calata”, dicendo però addio a Donnarumma e Calhanoglu, “nella mentalità del nuovo calcio dove non si inseguono i rinnovi al raddoppio e si punta su modelli sostenibili”. Il che porta all’investimento Leao: giocatore che oggi insieme a Vlahovic è accredito come un “craque” per questo campionato. Uno spacca difese che per alcuni, per esempio, l’Inter non ha. Il Corriere dello Sport e La Gazzetta del lunedì gli dedicano l’apertura, orientando il dibattito e consacrando il portoghese come nuova stella nascente del calcio europeo: perché le prime pagine oggi “vanno” non più tanto sulle edicole o al bar ma soprattutto sui social, contribuendo alla creazione del senso che trasversalmente colpisce tutto il mondo. Ma i milanisti, che sui social sono molto compatti, non devono gasarsi troppo: anche se A star is born sembra poter avere un sequel a Milanello.

Gli scontri diretti in questo periodo hanno frenato l’Inter ma il 6 marzo, fa notare al Club di Sky Paolo Di Canio “se Inzaghi farà il suo dovere con la Salernitana, Milan e Napoli si toglieranno punti a vicenda…”. Già, perché se il Milan è primo per molti, ma non per tutti, anche la Spalletti band può sognare. Koulibaly ha parlato di obiettivo minimo come quarto posto, e poi si sogna, tanto è gratis. Il Milan da Scudetto è tema di trasmissioni radio e tv. Se ne parla in Rai, le radio sono caldissime, sul web e in tv. Lo impone la classifica e lo chiede il pubblico, perché nello sport per definizione c’è la competizione e l’Inter rischiava di vincere il secondo titolo di fila non solo perché è la squadra più completa e con la migliore organizzazione di gioco, ma anche perché non ha vere avversarie “pesanti”. La Juve ha sostituito CR7 con sei mesi di ritardo e il Napoli ha gli eterni e mai risolti problemi fra giocatori e proprietà, con radici profonde fino al periodo “Ancelottiano”.

Al Milan però piace farsi male e così ecco servito il pasticciaccio Kessie. Il giocatore è stato fischiato da San Siro quanto Giampaolo, hanno riportato a Dazn. La curva ha esposto uno striscione “Chi ama il Milan lo dimostri coi fatti, tanti saluti agli insoddisfatti”. Dopo la gara con la Samp il Presidente è andato sotto la curva ma non era proprio felicissimo. Qualche anno fa il Diavolo provò a venderlo al Monaco e lui ora sembra essersela legata al dito. Ma va siglata una tregua, almeno per la tabella scudetto di Pioli che campeggia in prima pagina oggi sulla Gazzetta: “Il Milan ci crede”.

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