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LA RIVINCITA DI ADANI

TACKLE DURO – Il derby dei media su Allegri e i tifosi della Juve

TURIN, ITALY - NOVEMBER 01: Juventus coach Massimiliano Allegri during a Champions League training session at Juventus Training Center on November 1, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Tornano di moda gli #AllegriOut e i malumori juventini contro Max, Adani a 90º dice che "deve farsi aiutare" ma una parte di stampa torna alla carica: il problema sono i calciatori

Redazione DDD

di Roberto Dupplicato -

Altobelli dice che “si è fermato due anni e ha perso tempo”, per Adani “si deve fare aiutare”, per Marchegiani “oggi non è più un top”, per Costacurta “non è un pirla” oggi come non lo era tre anni fa. E così Allegri dribbla le critiche e guarda alla Champions, ma alcune analisi sui giornali inchiodano l’allenatore ai suoi numeri e ai suoi guadagni. Perché con 8,5 milioni a stagione è lecito aspettarsi di più. Cioè non Rabiot esterno o soluzioni tattiche antiche come il brigantaggio. Era già successo un po’ di caos quando contro l’Inter era rimasto fuori Chiesa. Qualche ora prima Galeone aveva detto che Allegri “gli preferisce Bernardeschi”. Com’è e come non è, alla fine il padre professionale di Allegri ci azzecca, come a voler anticipare quello che non era un suo parere, ma una bocciatura per interposta persona. Un caso non da poco, considerando che l’unica vittoria importante del Max 2 è stata quella col Chelsea griffata Chiesa.

 Tackleduro: la rubrica

Poi c’è il caso Dybala. Deve rinnovare da agosto 2020, chiedeva tanto, gli hanno offerto meno di quanto volesse, la firma è annunciata come imminente da questa estate, ma intanto siamo alle caldarroste e tra un mese si va di panettone. Arriverà, eh, però intanto con lui in campo la Juve quest’anno perde: statistica assurda ma vera. Non si deve esagerare con le battute sulla Joya, ma l’argentino è entrato in un mix tra apatia e noia, per fare la rima ma non solo, e il suo rendimento cala. I picchi raggiunti con Cr7 e con Sarri sono un ricordo, come i 14 punti in più che il mister con la sigaretta aveva in più di mister Gabbione. Sarri vinceva giocando, Allegri perde speculando. A Kulusevski con l’Inter ha fatto i complimenti per come ha marcato Brozovic. Cioè: ad Allegri non interessa se il calciatore proponga ma lo valuta positivamente solo in base alla sua prestazione difensiva. Assurdo. Adani a Bobo TV ha lanciato l’indiscrezione: “ma i calciatori della Juve si divertono?”. Probabilmente no, anzi, soffrono perché hanno potenziale offensivo ma devono sempre pensare a difendere.

Su Il Giornale di lunedì Tony Damascelli invita Allegri a prendersi le sue responsabilità e a non darle sempre ai calciatori. Radio e tv esplodono di pareri e molti tifosi juventini seguono con il cuore spezzato a metà le notizie di Antonio Conte al Tottenham: poteva essere lui il nuovo vecchio condottiero, cavallo di ritorno invocato dal popolo bianconero molto più di hortomuso. Che era sinonimo di sicurezza ma che oggi somiglia a quel fidanzato solido ma che proprio non si riesce ad amare alla follia perché gli manca quel non so che. La realtà dice che la Juve è agli Ottavi di Champions e che il quarto posto della Roma dista 4 punti. E che sulla base delle evoluzioni in vetta anche i discorsi Scudetto potrebbero clamorosamente riaprirsi prima di Dicembre. Insomma: halma. Ma nel frattempo lavorare, perché è inutile pensare ai fasti di cinque anni fa, quando la Juve e Allegri vincevano gli Scudetti da soli. Oggi la concorrenza c’è per le conseguenze dell’affare CR7, che ha indebitato il club di 200 milioni e azzerato il vantaggio sulle altre.

La classifica ponderata del Club non può salvare Allegri, Morata deve allontanare le voci su Vlahovic (oggi in Prima Pagina su Tuttosport) segnando, Arthur e Locatelli studiare il modo di giocare insieme. Bonucci e Chiellini devono insegnare il mestiere ma non giocarle tutte. Da Chiambretti c’è il reverendo Coppola che sul ritiro dice che “la Juve deve ritrovare se stessa, nell’anima. Serve un miracolo”. Non è vero, ma l’impegno sì. Anche se su Twitter piove di nuovo un mondo freddo di #allegriout. Per il Corsport è in arrivo un aiuto: “Allegri e lo psicologo per sollevare la Juve”, la stessa notizia in prima pagina de La Gazzetta di oggi e a Max va bene che la bufera arbitrale, cominciata con Orsato in Juve-Roma, proseguita con Doveri in Inter-Juve ed esplosa con Maresca in Roma-Milan, copra mediaticamente i disastri della Juve. “Una signora sul lettino” è l’apertura de Il Giornale mentre in Libero si proietta al ritorno di Cristiano, che Max alla Juve non voleva più. Meglio pensare alla Champions che alla psicanalisi.

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