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DAL WEMBLEYAZO AL TAPIRAZO

TACKLE DURO – Il derby dei media su Mancini fra trionfo Europeo e fallimento Mondiale

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Dalla coppa di Wembley al Tapiro di Striscia, il 2021 del Ct Roberto Mancini resta indimenticabile ma l’anno prossimo anche lui si gioca tutto: l’Italia senza Mondiale sarebbe una condanna sportiva generazionale.

Redazione DDD

di Roberto Dupplicato -

In lacrime abbracciava Vialli e Lombardo: 30 anni dopo lo Scudetto della Samp avevano firmato un altro miracolo sportivo prendendosi la rivincita in un tempio del calcio che per loro era stato maledetto nel 1992, quando persero la Finale di Coppa dei Campioni col Barcellona. Donnarumma non lo sapeva ma eravamo campioni d’Europa. Pazzi di gioia. Mattarella esultante, la sbronza degli azzurri, ma quale dieta. Una vita fa. Anche Bonucci ha detto a Rai Sport che non l’aveva capito quando le manone di Gigio ci avevano dato la Coppa, poi nell’intervista ha avvisato Cristiano Ronaldo, probabile spauracchio nella finale di playoff per Qatar 2022, sempre che prima riusciremo a battere la Macedonia... “Sa che le prende”, ha detto lo juventino all’ex compagno, ma i ricordi della “pastasciutta” di Londra sono lontani: in pochi mesi siamo passati dal sogno europeo all’incubo mondiale. Ancora. Un altro.

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Jorginho ha chiuso il 2021 segnando 13 rigori su 13 con la maglia blu del Chelsea. In azzurro ne ha falliti 3 su 4: il 75%, ma su tutti pesa quello di Roma con la Svizzera, alto come Baggio a Pasadena nel 1994. Momento sliding doors, dalle notti magiche alle notti in bianco degli azzurri e del Ct. "La gratitudine - ha commentato amaro Mancini a La Gazzetta - è merce rara, nello sport ancora di più e nel calcio di più ancora. Basta una partita a trasformarti da campione in brocco. Normale”. Forse è per questo che ieri ha vinto il Tapiro d’Oro dell’anno di Striscia. “Con la speranza che sia di buon auspicio in vista dei playoff”, sembra dire la voce del Gabibbo. "È vero, rischiamo di non andare ai Mondiali - ha detto il cittì a Staffelli -. Sono preoccupato anche io come tutti gli italiani, ma abbiamo ancora due partite e se andremo in Qatar mi dovrete portare un Tapiro più grosso!". Marzo incombe e non possiamo neanche dire di essere alla frutta, che giochiamo con la Macedonia.

Mancini allora alla rosea ha detto pure che “con Zaniolo e Scamacca” non solo andiamo al Mondiale, “lo possiamo vincere”. Un po’ vuole riaccendere, anche mediaticamente, quell’ottimismo sfrenato che è stato il motore del trionfo continentale, ma certo è che in questo freddo inverno e con la deludente Italia del girone si fa un po’ più di fatica a credergli. Niente di personale, Mancio: ma ci siamo già passati dal “ma figurati se l’Italia non va ai Mondiali?!”. É successo con la Svezia cinque anni fa ed è stato uno schifo. Quindi inutile aggrapparsi ai numeri né al complotto da osteria del webbe “sicuramente gli sceicchi vorranno Cr7 al Mondiale e ci mandano un altro Moreno”. E mentre i pensieri di formazione e uomini incombono a Dubai gli azzurri hanno vinto il premio come miglior nazionale del 2021 ai Globe Soccer Awards. Piccolo problema, chiedendo scusa a Lucio Dalla: l’anno vecchio è finito ormaie qualcosa ancora qui non va. “Wembleyazo”, titolava Marca il 12 luglio. “Invincibili” ci definivano a L’Equipe, “Bravissima”, campeggiava su AS in Spagna. “Troppo bello” era l’apertura a nove colonne su La Gazzetta, “It’s coming Rome” gioivano gli scozzesi dell’Indipendent mentre l’inchiostro dei tabloid diventava illeggibile per le lacrime degli inglesi. Ci sono pagine nuove da scrivere nell’anno che verrà, speriamo siano belle. Forza Mancio, forza Italia.

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