TACKLE DURO – Il derby dei media su Rizzoli e Marotta

Il rigore negato a Perisic in Inter-Parma scatena la protesta dell’Inter, col direttore che parla di “vuoto normativo”. Ma già in Milan-Roma avevamo cose pazzesche: stavolta il problema arbitrale esplode in tv

di Redazione DDD

di Roberto Dupplicato –

Uniformità di giudizio: nessuno chiede altro, nella vita e nello sport. Dove l’arbitro migliore è quello che non si vede: non quello del quale ricordi il nome per sempre. Ma quello che sta succedendo in Italia in queste settimane è stato eccessivo. Cosi dopo lo stop a Giacomelli, che non si era neanche accorto che Pedro chiedeva scusa a Bennacer, mentre fischiava rigore per la Roma, e Nasca, abbiamo visto un clamoroso rigore negato da Piccinini a Perisic. Tutti ci siamo detti: ora arriva il Var e fischiano il rigore. E invece non fischiano e anzi ammoniscono un nerazzurro per proteste. Come quando per la famigerata e mai avvenuta espulsione di Pjanic, dove il Var già c’era, il giallo lo prese D’Ambrosio per proteste. Il problema è che sono passati due anni e mezzo e siamo ancora qua a non capire come sia possibile che, con un arbitro e altri a guardare le telecamere, siamo puntualmente avvolti dalle polemiche. Questa volta le scatena Marotta a fine gara. Si parla di “vuoto normativo”. Gli si accoda Mihajlovic. Ma perché il var non interviene su rigori del genere?

Rizzoli su Sky

E non dite che c’è un protocollo: gli arbitri servono per decidere la cosa giusta e devono usare la migliore tecnologia a disposizione per farlo: lo facciano.
E non diteci che siamo noi italiani, in queste ore si dibatte di rigori e di tuffi pure in Premier: con Salah nella bufera. E anzi, a proposito di polemiche spericolate, c’hanno provato in settimana a far passare l’idea che il var vada eliminato per fuorigioco. Ma, per ora, non ce l’hanno fatta. Vigiliamo che è un attimo. Sui media le battaglie giuste piacciono (1 milione di spettatori per 90º minuto) ma poi nei talk i trend negativi delle decisioni arbitrali vengono atomizzati – da quelli a cui va tutto sempre bene – in mille piccoli episodi in cui “sì, forse c’è stata una valutazione errata, ma…”. Altri – quelli che non guardano la Luna perché troppo attratti dal dito – scatenano il meta dibattito: “eh certo, si lamenta l’Inter ed ecco che gli arbitri rispondono”.

Perché dopo le parole di Marotta è arrivato l’intervento di Rizzoli su Sky. Non lo si vedeva con Caressa da maggio quando dalle pagine de Il Mattino Pecoraro parlò di audio “sparito” sul rosso mai dato a Pjanic. Ebbene Rizzoli ci dice quello che tutti sapevamo: ovvero che all’Inter manca un rigore, e che in Milan-Roma è stato un dramma. Ma non chiarisce il perché. Scusi, Rizzoli: in casi del genere il Var può solo dire “cosa hai visto?” all’arbitro o, finalmente, può chiamare l’arbitro al monitor per rimediare a una decisione sbagliata? C’è una figura che ha più potere dell’altra o no? Si può sapere se, in un caso dubbio, sia l’arbitro che decide di non andare a rivedere o è stato il Var a non chiamarlo? Anche Chiambretti a Tiki Taka ne parla. “La Var è stata la vera protagonista della settimana” e mostra una statistica: in Italia c’è 1 On Field Review ogni 6 gare. Troppo poco.

A chiudere la questione ci pensa il tweet di un altro Piccinini, Sandro: mattatore al Club con Rizzoli ospite. “Se un arbitro dice: ho sbagliato perché non ho visto, è un conto; ma se dice: ho sbagliato perché non ho voluto rivedere, è molto più grave. Per togliere argomenti ai complottisti ci vuole più Var e meno burocrazia“. Cioè basta errori incomprensibili: quelli a inzio campionato pesano, ma quelli come il mancato giallo di Pjanic lo fanno molto di più.

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