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CAOS CALMO

TACKLE DURO – Il derby dei media sulla volata Scudetto avvelenata

TURIN, ITALY - APRIL 03: Referee Massimiliano Irrati reacts during the Serie A match between Juventus and FC Internazionale at Allianz Stadium on April 03, 2022 in Turin, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L’arbitraggio di Juve-Inter ha fatto esplodere le polemiche e ora le ultime giornate di campionato vedono Inzaghi, Pioli e Spalletti giocarsi il tricolore, col Napoli ancora alle prese col caso Osimhen

Redazione DDD

di Roberto Dupplicato -

Irrati in Juve-Inter non ha visto il rigore, poi l’hanno richiamato al var, poi aveva dato punizione alla Juve e infine ha fatto ripetere il rigore di Calhanoglu. Così è successo il pandemonio pure per un fallo di Bastoni su Zakaria. Era in area? Sì? No? Come si fa a non saperlo? Sembra di sì, ma Irrati alla On Field Rewiev non l’hanno più richiamato e quindi il dubbio resta e le polemiche divampano. Rabiot va ai microfoni Mediaset a dire “abbiamo giocato in 12 contro 11”.  Se ne parla anche al Club di Sky, però senza immagini da mostrare per questioni di diritti, il che rende tutto il dibattito astratto e quasi surreale, perché si cercavano frame, conferme, c’era l’embargo orario sugli highlights, un casino…

 Tackleduro: la rubrica

Paolo Casarin sul Corsera parla di arbitraggio intossicato e il lunedì è una bomba. Radio, Tv, Giornali, Web: Italia del pallone scossa dalle fondamenta, dai soliti “se fosse successo a parti invertite” ai milanisti che mettono in fila gli episodi. Perché il riferimento a quando in Torino-Inter il var non intervenne sul fallo di Ranocchia su Belotti è evidente, anche se latente. Come nel tweet di Andrea Longoni di Top Calcio 24. “Rivisto ora: il rigore su Zakaria è indiscutibile. È in area. Non c'è dubbio. Col Var. Pazzesco. Un'altra volta”. Allegri vince un altro Tapiro, quando hanno fatto ripetere il rigore ha lanciato i cappotto come solo lui sa fare, ma ci scherza su.

Il caos sulla comunicazione arbitrale quest’anno però è totale e va detto. Le innovazioni promesse o fatte hanno aumentato la confusione, i casi si sono moltiplicati, il var a volte sembra essere usato come la moviola in campo e poi, da quando Rocchi ha parlato di “rigornii”, la confusione sotto il cielo sembra essere aumentata e il record del 2020 di 187 rigori è distante meno di 80 tiri dagli 11 metri. Insomma… andiamo male. Le polemiche sul rigore ripetuto ci sono state anche a Roma perché Mourinho non può non aver notato la differenza col rigore non ribattuto da Veretout contro la Juve…

E parlando di centro sud anche a Napoli si sono molto arrabbiati per il cosiddetto “caso Osimhen”. La Gazzetta ha parlato di gruppo arrabbiato per l’ennesimo ritardo del nigeriano di ritorno da una pausa nazionale. Da Napoli hanno subito fatto notare come il numero 9 per Bergamo fosse squalificato e quindi stesse solo godendo di uno dei famosi giorni di permesso, denunciando il solito “vento del nord” che soffia contro o Vesuvio! Caso “inventato” impossibile, più probabile che qualcuno abbia parlato, magari raccontando frottole. Ma il clima mediatico è bello caldo pure a Spallettyland. Il termometro che sale, lo denuncia Auriemma: “Non c’è uniformità di giudizio, in Napoli-Milan Osimhen ha subìto uno step on foot”. Intanto sul Corsport oggi il valore del nigeriano è arrivato a 120 milioni, come Lukaku.

Su Dazn debutta “Supertele” di Pierluigi Pardo e sfida la Bobo Tv di Adani e Cassano, ma se sullo show di debutto della piattaforma di calcio in streaming si deve parlare di Milan con Pupi Avati che ha confessato di “amare Pioli”, su “Calcio con la F” si può parlare di Allegri e di volata Scudetto. “Morata alla Juve non fa l’attaccante”, dice Adani, per spiegare che alla fine, se messo a marcare, il rigore ci può scappare. A Tiki Taka parla un prete che dice “se questa è l’Inter e questo è il Milan, viva il Napoli per lo Scudetto”, una benedizione. Zazzaroni si arrabbia per i troppi errori e parla di “livello basso”. Per Ciccio Graziani “voi volete l’arbitro perfetto e quello non esiste”. Sui giornali di oggi il caos calmo delle polemiche continua ma senza veleni, come se ancora stessimo aspettando il caso eclatante che ci faccia dire “basta, rifondiamo tutto”. Ci è successo una settimana fa con la Macedonia, poi 7 giorni di chiacchiere, e non è cambiato nulla. Risuccederà anche per la questione arbitrale. “Scudetto, che botte” titola La Gazzetta con la testa fasciata di Ibra. Vediamo chi alla fine si leccherà le ferite.

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