TACKLE DURO – Il derby dei media sulle Nazionali

La mancata uniformità delle scelte delle Asl blocca alcuni calciatori, altri devono invece rispondere alle chiamate dei loro CT. Marotta esplode: “boicottiamo le Nazionali”

di Redazione DDD

di Roberto Dupplicato –

Alcuni calciatori non risponderanno alle convocazioni delle rispettive nazionali mentre, per esempio, l’acciaccato Lukaku dovrà viaggiare col Belgio. La mancata uniformità di giudizio delle Asl manda il calcio italiano in tilt. Ma il problema, in questa storia, è il tempismo. A proposito del belga Zazzaroni in settimana su Radio 24 aveva detto: “È vero che potresti evitargli questo tipo di viaggetto inutile, ma devi dirlo prima, non come si dice da noi ‘quando la cacca puzza’. Arriviamo sempre dopo”.

(Photo by Ian Walton – Pool/Getty Images)

Marotta infatti è esploso tra domenica e lunedì con dichiarazioni a Sky, all’Ansa e a La Gazzetta. È partito chiedendo una riduzione delle partite in calendario ma poi, vista la situazione, è andato oltre. “Se davanti a un caso di positività questa è la gestione complessiva della situazione, allora dico ‘boicottiamo le nazionali’. Sì, lo dico sul serio. Qui ne va della credibilità del sistema”.

Mancini nel frattempo per le tre gare dell’Italia ne aveva chiamati 41, compreso quell’Immobile che con la Juve non poteva giocare per il caos tamponi in casa Lazio, e poi ne ha voluti altri tre. Al CT facciamo gli auguri e non può certo evitare di convocare gli azzurri a Coverciano. Ma il numero di calciatori selezionati è comunque sorprendente.

Tornando al problema delle convocazioni, per capire quanto sia seria la questione basti pensare, che secondo una ricostruzione di Sky, in queste ore il numero uno della Figc Gravina sta chiedendo aiuto al Governo e che la Fifa vuole vederci chiaro, valutando eventuali sanzioni. Questo problema ce l’abbiamo solo noi. Gravina dice che non ci facciamo una bella figura. Dategli torto.

Ma il derby dei media è anche quello tra la Gazzetta e la Lazio, e va detto che non sono certo i giornalisti ad aver creato il caso: semmai ad averlo raccontato. Così a Tiki Taka fanno ascoltare prima il numero uno biancoceleste a Repubblica “Cairo mi odia a morte”. E poi fanno ribattere al direttore della rosea che parla di sciocchezze.

Situazione complicata e che riguarda tutto il nostro calcio: non è il caso, quindi, di avere un laboratorio unico e di un protocollo uniforme che viaggi a braccetto con le Asl?

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