SECONDO ALCUNI INTER MEGLIO COSI'...

TACKLE DURO – Il derby dei media sull’Inter che gioca meglio senza Lukaku

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Il dibattito è forzato dallo stop del belga che però è rimasto fermo al gol contro il Lecce alla prima giornata e che secondo qualcuno non è lo stesso senza Conte

Redazione DDD

di Roberto Dupplicato -

Un gol, un assist e una sconfitta. Romelu si è fermato a Lecce e da allora non ha più segnato, ora lo stop muscolare lo fermerà probabilmente per un mese e il belga salterà cinque o sette partite. A questo punto chi dice che l’Inter è senza Lukaku possa giocare meglio perché acquisti più imprevedibilità in fase offensiva sarà servito già a partire da stasera con la Cremonese. Ma il belga salta anche il derby, l’esordio in Champions col Bayern, il Toro e il Viktoria Plzen, forse torna il 18 settembre con l’Udinese.

Ma non è detto

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Inzaghi è finito nel mirino della critica dopo il 3-1 sarrista all’Olimpico. La mossa Gagliardini, Asllani in panchina, Lukaku sostituito, gol presi a difesa schierata e poi quella frase nel post partita sugli “episodi” che ha fatto storcere il naso a molti tifosi nerazzurri, che si domandano se Inzaghi pur di difendersi dica cose poco condivisibili. Perché la Lazio dopo il 2-1 ha cercato e fatto il terzo gol e lui, contro Sarri, spesso straperde il confronto tecnico: è la sesta volta, con un pari e solo tre vittorie contro il toscano.

Senza Lukaku l’Inter gioca meglio? Il dibattito lo lancia ufficialmente la Gazzetta in un focus domenicale sui buchi del collettivo interista. Dzeko lega più col centrocampo ma meno con Lautaro, ha più classe - Lukaku’s first touch - ma meno fisicità. Sull’ex Chelsea l’Inter si appoggia, sul cigno di Sarajevo deve giocare proponendo più idee: ma il calcio è liquido, ognuno ha le sue visioni e da stasera si vedrà. Ma era un refrain che si sentiva pure ai tempi di Conte.

E Però. Però. Però Il Lukaku di Conte era dominante ma anche con la LuLa e Antonio lo Scudetto arrivò al secondo anno quando c’erano pure Hakimi e Perisic. Morale della favola, è presto per dire che Inzaghi non sappia sfruttare il “panterone moscione” di Dicaniana memoria, ma è pur vero che finora la magia Lukaku l’ha fatta vedere solo sotto la mano di Conte, non solo all’Inter ma - in tutta la sua carriera, da grande giocatore - Lukaku di fatto è stato straripante (in Italia) solo con Conte. Vedremo se anche con Inzaghi si vedranno tanti gol, per ora siamo a uno.

In difesa si chiacchiera sul trasferimento di Acerbi, oggi bloccato da Zhang perché costa due milioni e perché alzerebbe il costo del monte ingaggi. Se ne parla a L’Originale e tutti restano a bocca aperta perché l’affare era fatto, ora la diplomazia è al lavoro ma il giocatore sarebbe irritato. E non solo lui, anche Daniele Mari twitta: “Non credo che Marotta, per "panchina lunga" e "rosa molto numerosa", intendesse Fontanarosa prima riserva di De Vrij”. Tante spine… in questa rosa.

E mentre il Milan si gode l’onirico De Ketelaere visto col Bologna, con Manfredi che dice “è il belga più forte di Milano” e le tv che sparano i parallelismi con Ricardino Kaká, con la Juve che sembra aver tirato fuori l’orgoglio, con l’Atalanta e il Napoli in testa e in forma e le romane con il petto in fuori, l’Inter ha il dovere di andare oltre Romelu e dimenticare Perisic. La più grande voragine tecnico/tattica che ha in campo l’Inter, la sua assenza. Spingeva, portava palloni nella metà campo che scotta e la metteva in mezzo. All’occorrenza segnava. Gosens non sembra lui, fuori da Bergamo.

Sui giornali di oggi la notizia su Romelu è sparatissima. Sul Corriere dello Sport si legge a caratteri cubitali “Lukaku ne salta sei”. E nel catenaccio “torna a Ottobre”. Prosit. Su Tuttosport leggiamo “ahi Lukaku”, “il belga torna dopo la sosta”. Ora è tempo di infrasettimanale e la prima sosta sarà per le elezioni del 25 settembre. Sulla Gazzetta oggi si legge “Lukaku, che botta!”. “Romelu pronto solo a Ottobre, Inzaghi si affida a Lautaro”.

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