Sedici anni dopo, riecco a voi l’Ajax di Amsterdam

di Enrico Vitolo –

Se un ciclo si è ufficialmente chiuso, un altro invece è stato ufficialmente aperto. Dopo martedì sera tutti l’hanno capito, soprattutto in Spagna. E così mentre il Real Madrid tornava incredulo nello spogliatoio per leccarsi le ferite causate dai quattro gol che, probabilmente, nessuno aveva preventivato alla vigilia nonostante i vari problemi accusati nel recente passato dai blancos, l’Ajax girovagava anch’essa incredula, ma per motivi totalmente differenti, in lungo e largo per il Bernabeu per provare a capire se la qualificazione ottenuta ai quarti di finale fosse davvero reale.

Ma nessun pizzicotto ha fatto svanire il sogno degli olandesi che non arrivavano al terz’ultimo atto della Champions League addirittura dal 2002-03 quando affrontarono e persero contro il Milan che poi qualche mese più tardi vinse a Manchester la coppa dalle grandi orecchie.

Quella era la squadra di Maxwell, Chivu, Sneijder e Ibrahimovic, solo per citare qualche nome che poi qualche tempo più tardi ha scritto pagine importanti del calcio europeo, oggi invece è l’Ajax di André Onana, Matthijs de Ligt, Frenkie de Jong (già acquistato dal Barcellona), Hakim Ziyech e Kasper Dolberg (seguito in passato dal Milan). Nomi che da oggi, proprio come quelli dei loro predecessori, nessuno più dimenticherà, soprattutto dalle parti di Madrid dove martedì sera è avvenuta ufficialmente la consegna del testimone.

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