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REPUBBLICA CECA

Allenatore filma le sue calciatrici di nascosto: la FIFPRO reclama severità

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Solo un anno di carcere, sospeso e un ban di pochi anni nel calcio ceco per l'allenatore
Michele Massa
Michele Massa

Il caso in Repubblica Ceca

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La notizia arriva dalla Repubblica Ceca, più precisamente dall'1.FC Slovacko femminile. Squadra di metà classifica del massimo campionato locale. Ad andare in risalto però non sono le gesta delle donne, ma la vicenda che vede come protagonista lo storico allenatore, Petr Vlachovsky, che da quattro anni è il tecnico della squadra. Secondo quanto riportato da più testate, l'uomo, nel corso della sua gestione avrebbe ripetutamente filmato di nascosto le sue calciatrici negli spogliatoi. Una volta scoperto dalle ragazze, il caso è diventato ancora più virale per le pene tutt'altro che severe, inflitte al tecnico.

La FIFPRO contesta: "Serve pugno duro"

FIFA Sanzioni
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Come reso noto, Petr Vlachovsky, è stato condannato a solamente un anno di carcere, con pena però successivamente sospesa. Mentre sul fronte sportivo, è stato "bannato" dal calcio ceco per solo cinque anni con la possibilità però di poter esercitare tranquillamente la professione all'estero. Queste pene tutt'altro che proibitive hanno fatto scatenare la FIFPRO che con un comunicato ufficiale ha severamente attaccato il movimento calcistico ceco e non solo. Promettendo una pena ben più severa:

"Una pena detentiva sospesa con il solo divieto di allenare in patria non è semplicemente sufficiente. Le giocatrici dell'1. FC Slovacko, una squadra femminile di prima divisione della Repubblica Ceca, sono state filmate di nascosto nel loro spogliatoio per quattro anni dal loro allenatore. Petr Vlachovsky ha evitato la prigione e gli è stato vietato di allenare nella Repubblica Ceca, ma allo stato attuale delle cose potrebbe continuare legalmente ad allenare all'estero. Con il sostegno del loro sindacato, le calciatrici stanno spingendo per una squalifica a vita dal calcio e per maggiori tutele. In modo che gli allenatori abusivi non possano semplicemente cambiare paese e continuare a lavorare nel mondo del calcio. L'abuso sessuale senza contatto è pur sempre un abuso e i giocatori devono essere protetti".