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Il Psg è stato condannato a pagare 61 milioni di euro a Kylian Mbappé. La sentenza del Tribunale del lavoro di Parigi è stata emessa nella giornata di martedì 16 novembre. L'accusa è il mancato pagamento di stipendi e bonus. Sono state respinte invece tutte le richieste del club nei confronti dell'attaccante. Si chiude, per ora, la contesa tra Psg e Mbappé.
Le strade di Mbappé e del Psg non sembra vogliano separarsi. Dopo il teso addio nell'estate del 2024, le due parti sono arrivate a un duro scontro via tribunale con la reciproca richiesta di risarcimenti. La contesa, apertasi nell'aprile scorso, è arrivata alla prima sentenza. Secondo il Tribunale del lavoro di Parigi, il club della Capitale francese dovrà dare a Mbappé una somma pari a 61 milioni di euro, per via del mancato pagamento di stipendi e bonus.
Gli avvocati dell'attaccante della Nazionale hanno espresso la loro soddisfazione in una nota: "La sentenza conferma che gli impegni presi devono essere onorati. Afferma inoltre una semplice verità: anche nel calcio professionistico il diritto del lavoro si applica a tutti. Il signor Mbappé ha rispettato i suoi obblighi contrattuali fino all'ultimo giorno. Per evitare altri contenziosi ha anche ritirato una denuncia per molestie, limitandosi a richiedere la somma si stipendio mancante".
Subito è arrivata anche la risposta del Psg: "Il club prende atto della sentenza emessa dal Tribunale del lavoro di Parigi, a cui si atterrà, riservandosi il diritto di presentare ricorso. Il Psg ha sempre agito in buona fede e continuerà a farlo. Il club ora guarda al futuro, basato sull'unità e sul successo collettivo e augura al calciatore il meglio per il resto della carriera". Con questa ultima frecciata si è forse chiusa la contesa tra Mbappé e la sua vecchia squadra".
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