Il club portoghese e tutti gli imputati vengono assolti nel processo sui presunti fondi neri. Rui Costa parla di vittoria e sottolinea i danni subiti dal Benfica in questi anni
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Dopo dieci lunghissimi anni di accuse, udienze e polemiche, il Benfica può finalmente lasciarsi alle spalle uno dei capitoli più pesanti della sua storia recente. Il processo legato al caso “Saco Azul”, che aveva messo sotto pressione il club portoghese per presunti fondi neri e irregolarità economiche, si è chiuso con l’assoluzione totale di tutti gli imputati, compreso l’ex presidente Luís Filipe Vieira.
L’accusa parlava di oltre 1,8 milioni di euro legati a presunti contratti fittizi per consulenze informatiche tra il 2015 e il 2018. Una vicenda che per anni ha danneggiato l’immagine della società e alimentato dubbi dentro e fuori dal Portogallo. Il tribunale, però, ha stabilito che non è stato possibile dimostrare con certezza le responsabilità contestate. Così si è chiuso definitivamente il procedimento e restituendo piena legittimità al club di Lisbona, come riportato dalla stampa portoghese.
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Rui Costa non si trattiene: “È una grande vittoria per il Benfica”
All’uscita dal tribunale, il presidente Rui Costa ha parlato con grande emozione, lasciando trasparire tutto il peso accumulato in questi anni. “È una grande vittoria per il Benfica”, ha dichiarato ai media presenti, parole riportate anche dalla stampa locale, con un tono che sa di liberazione più che di semplice soddisfazione.
Il numero uno del club ha poi aggiunto: “Tutti i tifosi devono essere soddisfatti, sono stati dieci anni di un processo che termina oggi”, sottolineando quanto questa vicenda abbia inciso non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello sportivo e umano. “Il Benfica è stato danneggiato in molte aree, sia a livello di immagine che sportivo”, ha spiegato, ribadendo come un club di questa dimensione abbia inevitabilmente pagato un prezzo pesante. Rui Costa ha voluto essere ancora più diretto: “Quando il nome del Benfica viene coinvolto in un processo del genere, si crea sfiducia e si ferisce l’orgoglio dei tifosi”, aggiungendo poi una frase molto forte: “Non abbiamo mai avuto paura della verità, oggi il nome del Benfica è stato ancora una volta scagionato”.
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Una ferita chiusa, adesso il Benfica può guardare solo al futuro
La sentenza rappresenta molto più di una semplice assoluzione giudiziaria. Perché per il Benfica significa chiudere una ferita aperta da anni, che inevitabilmente aveva influenzato anche il clima attorno alla squadra e alla dirigenza. “Dieci anni sono tantissimi, sia a livello collettivo che individuale”, ha spiegato ancora Rui Costa, sempre nelle dichiarazioni riportate dalla stampa portoghese, facendo capire quanto questa vicenda abbia pesato sull’intero ambiente. “Oggi dobbiamo essere felici, perché è stata fatta giustizia”, ha concluso il presidente, quasi come un punto finale a una battaglia lunga e logorante.
Adesso il Benfica può davvero voltare pagina e tornare a concentrarsi soltanto sul campo. La squadra portoghese si lascia alle spalle uno dei processi più discussi del calcio portoghese degli ultimi anni. Più che una sentenza, per il club di Lisbona è la fine di un incubo.
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