Brasile, Taboão da Serra: le ragazze pagano per giocare, subiscono più di 10 gol a partita e vengono anche insultate…

Le durissime sconfitte del Taboão da Serra riaprono il dibattito sul calcio femminile in Brasile, ma le ragazze non mollano…

di Davide Capano, @davide_capano

Quando il Taboão da Serra femminile ha perso una partita 29-0 il mese scorso, sembrava che le cose non potessero andare molto peggio per il piccolo club con sede fuori dalla più grande città del Brasile, San Paolo. La pesante sconfitta ha fatto notizia in tutto il mondo, ma non è stata l’ultima… Infatti le ragazze sono state battute anche nelle tre partite successive per 14-0, 10-0 e 16-0, venendo così eliminate dal campionato statale paulista nella fase a gironi.

I risultati hanno acceso l’ennesimo dibattito sulla competitività del calcio rosa in Brasile. Il contraccolpo e le conseguenti polemiche sul tema erano prevedibili. Quando abbiamo perso “hanno detto che sembra che l’intera squadra avesse il COVID-19, non preoccuparti di giocare, quel genere di cose, sai”, ha dichiarato il capitano Lohane Ferreira, come riporta l’agenzia Reuters. Stavano “parlando come se il calcio fosse solo per gli uomini, che le donne dovrebbero stare a casa a lavare i piatti, come schiave degli uomini. La maggior parte di noi riceve questo tipo di messaggi”.

La nazione sudamericana è famosa come la patria spirituale del calcio; il luogo di nascita di Pelé, Ronaldo Nazario e Neymar; paese in grado di vincere cinque volte la Coppa del Mondo maschile. Il team nazionale donne, poi, è competitivo anche a livello mondiale, ma mentre le migliori giocatrici come Marta, l’unica a vincere il premio World Player of the Year sei volte, possono vivere bene all’estero, la maggioranza che gioca in patria lotta. Anche i club senior sono accusati di non offrire alle ragazze le stesse attrezzature o strutture dei maschi e la parità di retribuzione a tutti i livelli appare un sogno lontano.

Il Taboão da Serra, ad esempio, si è assicurato un campo di allenamento solo tre giorni prima dell’inizio del campionato quest’anno e le sue calciatrici si assumono quasi tutta la responsabilità di prepararsi e allenarsi. “Non abbiamo nessun altro tipo di aiuto, nemmeno gli scarpini – ha spiegato la centrocampista Alieni Baciega Roschel –. Tutte devono pagare per la propria attrezzatura. Pagano a modo loro per arrivare all’allenamento. Ognuna spende tra 20 reais e 30 reais al giorno per i trasporti, alcune impiegano due o anche tre ore per tornare a casa, altre arrivano direttamente dal lavoro”.

L’eliminazione dal campionato paulista significa nessuna partita competitiva ufficiale almeno fino al prossimo anno, mettendo così in dubbio il futuro del club. La società deve affrontare difficoltà finanziarie e sta decidendo se concentrare tutte le proprie risorse sulla squadra maschile nel 2021. Le ragazze, però, hanno promesso di continuare a giocare. Sono ottimiste riguardo al loro avvenire e passato recente. “Scendere in campo e vedere loro (le giocatrici della Seleçao rosa, ndr) è emozionante, la migliore esperienza che abbia mai avuto – ha detto Ferreira di alcune delle sue avversarie più illustri –. Nonostante tutte le difficoltà è la cosa migliore che abbia mai fatto in vita mia. Posso dire ai miei figli e ai miei nipoti che ho giocato contro di loro”.

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