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Doveva essere soltanto una partita amichevole in vista dei prossimi Mondiali, quella tra Spagna ed Egitto, andata in scena martedì 31 marzo allo stadio 'RCDE' dell'Espanyol e terminata 0-0. La gara non ha regalato particolari emozioni, anzi, ha dimostrato che, ad oggi, i cori razzisti e discriminatori sono ancora presenti nelle arene di gioco.
A dimostrarlo è proprio quanto accaduto questa partita: prima i fischi dei padroni di casa all'inno egiziano, poi, a gara in corso, un gruppo di spettatori ha innalzato un coro deplorevole: "Chi non salta è musulmano". Raccontare questi epiloghi è deludente, sì, perché ogni partita di calcio può raccontare una nuova pagina di storia, a patto che questa sia lontana da ogni forma di razzismo. Tuttavia, il direttore di gara non ha attivato il protocollo antirazzismo, decisione decisamente discutibile.
Al termine della gara, alcuni protagonisti della nazionale spagnola sono intervenuti per condannare l'accaduto. Tra questi anche il centrocampista Pedri, che secondo quanto riportato da RMC Sport, ha affermato: "I cori razzisti non sono tollerati. Non accettiamo e non tolleriamo in alcun modo quanto accaduto". E poi ancora: "Sarà importante lavorare insieme per fare in modo che queste situazioni non si ripetano. Condanno fermamente qualsiasi comportamento di razzismo, xenofobo o irrispettoso".
Oltre al calciatore, è intervenuto anche il CT della Selección, Luis de la Fuente, che ha ribadito: "Provo una repulsione totale e assoluta verso qualsiasi atteggiamento xenofobo o razzista o mancanza di rispetto. È intollerabile".
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La decisione ora spetta alla FIFA, che si pronuncerà sulla base di quanto emergerà dal referto dell'arbitro. La Spagna rischia sicuramente una serie di multe, oltre alla chiusura degli stadi per le prossime partite, come già accaduto ai danni della federazione israeliana, "colpevole" per non aver adottato misure sufficienti per scongiurare comportamenti razzisti. La prossima partita della Selección è in programma il 15 giugno contro il Capo Verde, per quella che sarà la prima sfida dei Mondiali 2026. Successivamente, il 21 e il 27 giugno, dovrà affrontare Arabia Saudita e Uruguay,
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