Il clima geopolitico in Medio Oriente si fa sempre più incandescente e, inevitabilmente, le scintille della guerra finiscono per colpire anche il mondo del calcio. Nelle ultime ore, il nome di Mehdi Taremi, ex attaccante dell'Inter oggi in forza all'Olympiacos, è finito al centro di un vero e proprio caso mediatico. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, il calciatore sarebbe stato pronto a lasciare tutto per tornare in patria e partecipare attivamente alla rivolta per la democrazia, a seguito dei recenti attacchi Usa-Israele che hanno colpito i vertici della Repubblica Islamica.
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Caso Taremi: l’agente smentisce il ritorno in Iran per imbracciare le armi

La smentita ufficiale di Federico Pastorello
—A spegnere l'incendio è intervenuto direttamente l’agente del giocatore, Federico Pastorello. Attraverso i suoi canali social, il procuratore ha voluto smentire categoricamente le voci diffuse da alcune testate italiane, che parlavano di un Taremi pronto a "imbracciare le armi" o comunque ad abbandonare l'attività agonistica per motivi politici. "Nelle ultime ore sono circolate dichiarazioni attribuite a Mehdi Taremi che non riflettono la realtà della situazione".

Pastorello ha poi rincarato la dose, sottolineando come l'attaccante iraniano non abbia alcuna intenzione di allontanarsi dal campo, specialmente dopo il recente trasferimento in Grecia. Domenica scorsa, infatti, Taremi è sceso regolarmente in campo nella vittoria esterna contro l'MGS Panserraikos. "Il giocatore è completamente concentrato sul suo lavoro ad Atene e sulla sua carriera professionale, con dedizione e determinazione". "In questo periodo delicato, è importante evitare interpretazioni decontestualizzate o ricostruzioni imprecise. Crediamo nel senso di responsabilità e nel rispetto per tutti".
Taremi, tra calcio e impegno civile
—Non è un segreto che Mehdi Taremi sia molto più di un semplice calciatore in Iran. La sua popolarità lo ha reso, nel tempo, un simbolo silenzioso ma potente dell'opposizione al governo autoritario. Già lo scorso giugno, l'attaccante si era ritrovato bloccato nel suo Paese a causa dei bombardamenti, vivendo in prima persona le tensioni di un conflitto che sabato scorso ha segnato un punto di non ritorno con la morte della Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei.
Mentre l'agente blinda la sua posizione professionale ad Atene, il futuro della nazionale iraniana, il "Team Melli", resta avvolto nell'incertezza. Il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha rilasciato dichiarazioni piuttosto pesanti riguardo alla partecipazione ai prossimi Mondiali del 2026. "Questi eventi non rimarranno senza risposta (...). Ma ciò che è certo al momento è che con questo attacco e questa crudeltà, non possiamo guardare con speranza ai Mondiali". La situazione rimane in evoluzione ma, per il momento, Taremi resta un calciatore dell'Olympiacos, lontano dalle trincee e focalizzato sul rettangolo verde.
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