Borja Iglesias, attaccante spagnolo del Celta Vigo, fa parlare molto di se, e non solo per i suoi gol. L'attaccante spagnolo infatti da molti anni si è fatto veicolo di messaggi con l'obiettivo di rendere il calcio un mondo migliore. E lo fa attraverso lo smalto sulle sue unghie.
LE DICHIARAZIONI
Celta Vigo, lo sfogo di Borja Iglesias: “Sarei più felice di essere gay che come chi mi insulta”


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"Mi dipingo le unghie per esprimere qualcosa"
—Da qualche anno vediamo Borja Iglesias dipingersi le unghie. A volte con i colori sociali della sua squadra, altre volte di nero in supporto del movimento Black Lives Matter. Intervistato da L'Equipe, lo spagnolo ha rivelato quando è nata questa idea. "Ho iniziato a colorarmi le unghie durante il lockdown, con la mia ex ragazza, a casa, ma non ero pronto a mostrarlo; avevo paura di quello che la gente avrebbe potuto dire." Poi Borja ha deciso di mostrarlo in pubblico, e usare le sue unghie come mezzo di espressione: "Dipingermi le unghie mi dà la sensazione di poter esprimere qualcosa, come un taglio di capelli o un tatuaggio. Non lo faccio sempre; dipende dal mio umore. A volte uso colori o disegni. Lo smalto che ho adesso si sta sbiadendo: presto lo farò di nuovo"
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Il messaggio di Borja Iglesias
—Ovviamente, questo tipo di manifestazione ha fatto di Borja Iglesias un'obiettivo facile per tanta gente che allo stadio invece ci fa per sfogare le frustrazioni, rendendolo un posto pieno di odio. Dopo la partita contro il Sevilla l'attaccante è stato preso di mira con insulti, e i tifosi del Celta Vigo hanno voluto mostrargli vicinanza presentandosi in curva nel match successivo con le unghia colorate. Nell'intervista Borja ha parlato anche di questo aspetto. Come reagisce agli insulti? "All'inizio la prendevo sul personale. Ma essere chiamato "gay" non è un insulto che considero. Sarei più felice di essere "gay" che di essere come chi mi insulta, pieno di odio, con niente di meglio da fare che lanciare insulti alla fine di una partita".
L'obiettivo dell'attaccante del Celta è chiaro, provare a rendere il mondo del calcio un posto migliore. "Molti mi dicono che il mio impegno vale la pena. Vedo molti messaggi che mi commuovono, come 'Odio il calcio ma amo Borja Iglesias', o di uomini gay che mi scrivono: 'Poiché vado a letto con una persona del mio stesso sesso, devo rinunciare alla mia passione, che è il calcio'". Il calciatore si è detto felice di essere diventato un punto di riferimento per l'espressione della liberta personale in tutte le sue forme anche nel mondo del calcio.
Serve un cambiamento
—Il calciatore ha concluso l'intervista esprimendo la necessità di un cambiamento nel mondo del calcio, a partire dagli spogliatoi. "Giocatori più grandi di noi arrivavano in mensa e raccontavano della loro notte con una ragazza senza rispettarla". Il pensiero dello spagnolo è ben diverso rispetto a quello della maggioranza dei calciatori: "Che bisogno hai di raccontare tutto questo a persone così giovani, parlando male della ragazza solo perché è venuta a letto con te, quando tu hai fatto lo stesso?". E siccome succede tutti i giorni, lo dai per scontato. Ma io riuscivo a pensare in modo diverso". L'impegno di Borja Iglesias è evidente, e servirebbero più calciatori a farsi portatori di messaggi di inclusione e libertà.
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