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Dall’Iran all’Australia: il Brisbane Roar apre le porte alle calciatrici iraniane in fuga

Dall’Iran all’Australia: il Brisbane Roar apre le porte alle calciatrici iraniane in fuga - immagine 1
Il calcio femminile si dimostra ancora una volta un potente veicolo di solidarietà e diritti umani. Dall'Australia arriva una splendida iniziativa: il Brisbane Roar ha deciso di aprire le proprie strutture alle calciatrici iraniane in fuga
Francesco Intorre

Arrivano finalmente buone notizie dall'Australia, dove hanno ottenuto asilo le cinque calciatrici che erano fuggite dalla nazionale per evitare di tornare in Iran e dover fare i conti con il regime. La formazione era infatti finita sotto accusa dopo essersi rifiutata di cantare l'inno in Coppa d'Asia, e poi di averlo cantato mostrando il saluto militare. Dopo alcuni giorni di preoccupante silenzio dopo l'eliminazione dal torneo, è arrivata la conferma che le ragazze hanno ottenuto il visto umanitario e non solo: il Brisbane Roar si è fatto avanti per poter accogliere e ospitare le calciatrici. Il resto della Nazionale, invece, si trova attualmente in Malesia.

Brisbane Roar calciatrici iraniane

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Un rifugio in Oceania: l'iniziativa del Brisbane Roar per le calciatrici iraniane

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L'invito del Brisbane Roar non è una semplice mossa di facciata o un'operazione di pubbliche relazioni, ma rappresenta un'autentica ancora di salvezza per queste ragazze. Approdato in Oceania, il gruppo di atlete ha ottenuto visti umanitari dal governo australiano, un rifugio necessario dopo il rifiuto di cantare l'inno nazionale e le conseguenti, pesanti minacce subite in patria. Il club nerarancio ha messo a disposizione le proprie strutture, offrendo loro la preziosa opportunità di tornare a respirare l'aria dello spogliatoio, finalmente lontane dalla paura e protette da una comunità che vive di calcio e inclusione.

"A Fatemeh, Zahra, Zahra, Atefeh, Mona e a tutti i loro compagni di squadra che si stanno costruendo una nuova vita qui in Australia: Brisbane ospita una delle comunità calcistiche più appassionate del paese e la famiglia Roar ha un grande cuore", ha scritto il Brisbane Roar in un comunicato. Anche un altro componente dello staff della nazionale ha ottenuto asilo in Australia, mentre un'altra calciatrice ha invece deciso volontariamente di abbandonare il Paese.

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Il calcio come lezione di umanità e scudo per i diritti

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Anche questa volta, in tempi difficili, il calcio e il mondo dello sport si sono dimostrati un passo avanti, e hanno dato una lezione di umanità. Il messaggio che ha mandato il Brisbane Roar non è affatto banale. Il calcio non è solo un gioco o un business milionario. Il calcio è uno sport, e come tale diventa uno scudo per i diritti umani e uno strumento di rinascita personale. Tutto il mondo sportivo spera che il coraggio di queste ragazze nel fuggire e la splendida iniziativa del Brisbane Roar non restino solo un caso isolato.

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