Emmanuel Petit racconta il suo più grande rimpianto: il disastroso passaggio al Barcellona nel 2000, spinto dall'ex moglie. Una scelta che ha rovinato tutto

La fine degli anni novanta ha rappresentato il momento d'oro nella gloriosa carriera di Emmanuel Petit. Pilastro insostituibile nel centrocampo dell'Arsenal di Arsene Wenger, il fuoriclasse francese ha conquistato lo storico Double nel 1998, laureandosi poi campione del Mondo e d'Europa con la maglia della sua Nazionale. Eppure, nell'estate del 2000, proprio all'apice del successo, arrivò una scelta di vita che stravolse tutto in negativo, ovvero l'addio all'Inghilterra per trasferirsi al Barcellona. Il motivo fu esclusivamente sentimentale. Come confessato dall'opinionista, il trasferimento avvenne unicamente per assecondare l'allora compagna, l'attrice Agathe de la Fontaine, che preferiva nettamente vivere in Catalogna. Una mossa azzardata, dettata dall'amore, che si è purtroppo rivelata la rovina totale della sua carriera sportiva e della sua serenità personale.

Emmanuel Petit, Patrick Kluivert

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L'incubo al Camp Nou e le spaccature nello spogliatoio

Il tanto atteso approdo al Camp Nou si trasformò velocemente in un autentico incubo sportivo. L'allenatore blaugrana dell'epoca, Lorenzo Serra Ferrer, dimostrò di non conoscerlo affatto, schierandolo inspiegabilmente fuori ruolo e piazzandolo in difesa. I frequenti problemi fisici e uno spogliatoio spaccato a metà dalle pesanti tensioni tra calciatori catalani e olandesi fecero il resto. Dopo appena ventitré presenze e un solo gol in Liga, Petit fece frettolosamente le valigie tornando a Londra sponda Chelsea, avviandosi verso un malinconico e precoce declino. Oggi, a 55 anni, l'ex mediano non nasconde l'enorme amarezza provata: "Avrei dovuto restare all'Arsenal, senza dubbio. A volte l'erba non è più verde da un'altra parte. È decisamente un grande rimpianto, se potessi tornare indietro farei una scelta completamente diversa".

Emmanuel Petit Barcellona
Il calciatore portoghese Rui Costa osserva il francese Emmanuel Petit e il portoghese Sergio Conceicao contendersi il possesso palla durante la semifinale del Campionato Europeo UEFA 2000 tra Francia e Portogallo, allo stadio Re Baldovino di Bruxelles, Belgio, il 28 giugno 2000. La Francia vinse la partita per 2-1 con un Golden Goal nei tempi supplementari. (Foto di Henri Szwarc/Bongarts/Getty Images)

Il dramma familiare e la gigantesca ferita aperta

Se sul terreno di gioco la scelta fu disastrosa, la situazione precipitò drammaticamente anche nella sfera privata. Il matrimonio con l'attrice francese, celebrato proprio in quel fatidico 2000, naufragò rapidamente portando al doloroso divorzio già nel 2002. Nonostante la nascita delle due figlie, Zoé e Louise, i rapporti tra i due ex coniugi oggi sono totalmente inesistenti, azzerati dai rancori. Un vero e proprio dramma familiare che Petit ha descritto nelle interviste come uno dei dolori più grandi e strazianti della sua intera esistenza. Sebbene l'ex campione abbia poi ritrovato il tanto agognato equilibrio sposando Maria Servello nel 2014, dalla quale ha avuto altre due bambine, quel disastroso viaggio calcistico e sentimentale verso Barcellona rimane una gigantesca cicatrice aperta.
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