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Il clima intorno alla classe arbitrale portoghese si fa sempre più rovente, trasformandosi in una vera e propria battaglia legale che va ben oltre i novanta minuti di gioco. Come riporta A Bola, al centro del ciclone c’è Fabio Verissimo, uno degli arbitri più esperti della federazione (AF Leiria), che ha deciso di non restare a guardare di fronte alle pesanti ombre gettate sulla sua professionalità. Verissimo ha infatti presentato un reclamo disciplinare formale contro l'FC Porto, accusando i "Dragões" di aver costruito un'accusa diffamatoria nei suoi confronti.
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Tutto ha avuto inizio durante la settima giornata di campionato, in occasione della sfida tra il Porto e l'Arouca. Secondo la versione del club biancoblu, Verissimo avrebbe tenuto una condotta impropria e intimidatoria nei confronti dei propri tesserati. Il Porto sosteneva che l'arbitro avesse rivolto minacce esplicite di espulsione a diversi dirigenti e membri dello staff tecnico, tra cui Henrique Monteiro, Tiago Madureira e Bertino Miranda.
In particolare, il club aveva denunciato frasi sibilline che Verissimo avrebbe pronunciato a bordo campo, come: "Tornate indietro, ingegnere [Luís Gonçalves], siete perdonati" o l'avvertimento a Monteiro che "avrebbe saputo solo in seguito quando sarebbe stato espulso". Secondo la tesi del Porto, queste non erano semplici parole, ma una sorta di "premeditazione" che si sarebbe poi concretizzata nella successiva partita contro lo Sporting Braga, dove l'allenatore Henrique Monteiro è stato effettivamente allontanato dal campo.
La strategia legale del Porto, tuttavia, si è scontrata con la realtà dei fatti emersa dalle indagini. Il Comitato degli Istruttori ha infatti analizzato le prove e le testimonianze, giungendo alla conclusione che le accuse mosse dal club non fossero supportate da prove concrete. Non è stato riscontrato alcun nesso causale tra i presunti commenti di Arouca e la successiva espulsione contro il Braga, portando così all'archiviazione totale del caso contro Verissimo.
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Forte dell'archiviazione, l'arbitro ha deciso di passare all'offensiva. Basandosi sull'articolo 112-A del Regolamento Disciplinare, Verissimo accusa ora il Porto di averlo denunciato pur essendo "consapevole della falsità delle accuse". Si tratta di un passaggio formale pesantissimo: l'arbitro non chiede solo la tutela della propria immagine, ma punta a sanzionare quella che ritiene una strategia di intimidazione sistematica.
Se il nuovo procedimento dovesse confermare la malafede del club, il Porto rischierebbe una multa che oscilla tra i 2.550 e i 25.500 euro. Al di là della cifra economica, è il danno d'immagine e il precedente regolamentare a preoccupare l'ambiente biancoblu. In un campionato dove la tensione tra club e arbitri è ai massimi storici, la mossa di Verissimo segna un punto di non ritorno: d'ora in poi, accusare un direttore di gara senza prove schiaccianti potrebbe costare molto caro.
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