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Un gesto vergognoso che ha macchiato la corsa sempre più convincente dell'Inter verso la vetta del nostro campionato. A difesa di Emil Audero, col quale si è congratulato Beppe Marotta, presidente del club nerazzurro, per la sua professionalità esemplare si schiera anche la giustizia ordinaria.
Si diceva che il colpevole potesse essere il ragazzo ricoverato che ha perso tre dita nel tentativo di accendere un altro fuoco. Invece, il lavoro meticoloso della Polizia Scientifica e della Digos agevolato dal sistema di videosorveglianza dello stadio Giovanni Zini di Cremona ha individuato un altro soggetto. Si tratta di un ragazzo di diciannove anni individuato a distanza di due giorni dal gesto vergognoso.
Farebbe capo ai Viking, gruppo di ultras guidato da Ciccarelli. La Procura Generale ha definito che il tifoso non avesse alcun precedente.
L'Inter, intanto, si è vista vietare le trasferte per i prossimi due mesi, fatta eccezione per il derby incandescente col Milan. A stabilirlo è stato il Viminale.
Avrebbe potuto fermarsi Emil Audero dopo quanto accaduto. Invece, non essendosi ritirato dal campo, ha dimostrato grande professionalità. I rischi di un 3-0 a tavolino a favore della Cremonese sono stati, dunque, scongiurati. Permangono, però, le possibilità che venga assegnata una multa salata all'Inter dato che la Giustizia Sportiva non si è ancora espressa sull'episodio. Lo farà non appena sarà terminato il turno di Serie A, nella giornata di mercoledì.
Intanto l'Inter attende, consapevole che tutti i propri tifosi hanno già bandito il gesto prendendo le distanze dal colpevole che avrebbe agito in maniera completamente autonoma.
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