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Iran, scompare l’ex portiere della nazionale dopo un post contro l’ayatollah Khamenei

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Continua il dramma in Asia occidentale: tra i bombardamenti congiunti, prosegue il lavoro di repressione iniziato a gennaio dal regime. Nell'occhio del ciclone stavolta c'è un ex giocatore della nazionale iraniana
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Sono giorni di forte tensione in Asia occidentale. Con l'attacco congiunto di USA e Israele nei confronti dell'Iran, durante la giornata di sabato, il conflitto si è ulteriormente allargato a Qatar, Emirati e altri stati arabi. I bombardamenti sul paese guidato dal regime teocratico hanno portato alla morte del leader Ali Khamenei dopo 36 anni di governo. Qualche giorno prima, martedì 24 febbraio, sulla scia delle voci della protesta di gennaio, un calciatore iraniano ha condiviso un post molto duro sui propri profili social. Dopodiché, l'autore del post, ovvero Rashid Mazaheri è scomparso proprio dopo la condivisione della storia Instagram.

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La scomparsa di Rashid Mazaheri

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Rashid Mazaheri ha 36 anni e ormai si è ritirato da un paio d'anni. Il portiere è molto famoso nel suo paese sia per le sue 3 presenze con la nazionale sia per aver giocato con l'Esteghlal e il Sephan, tra le maggiori squadre in Asia. Inoltre Mazaheri ha vinto alcune coppe con il Tractor e lo Zob Ahan. L'ex portiere è noto per essersi già schierato contro il regime teocratico iraniano. Sempre con Instagram, nel '19-20, Rashid aveva chiesto alle autorità di non giustiziare i manifestanti. Questo post lo ha condotto in carcere dopo una convocazione dalle Guardie della Rivoluzione Islamica. Anche nel 2021 il calciatore ha avuto problemi con le autorità islamiche, essendo sospeso per aver sostenuto le proteste popolari per l'acqua.

Questa volta, in un altro momento particolarmente caldo per l'Iran, l'ex portiere ha condiviso un post accusatorio e diffamatorio contro il leader Khamenei. Tra le righe del contenuto social, si legge di come il defunto ayatollah sia definito come Satana, oltre che come un criminale, un assassino e un tiranno.

Così, nelle prime ore del 25 febbraio, gli agenti di sicurezza del regime sono intervenuti nell'abitazione dell'ex portiere sequestrandogli cellulare e pc, dopo aver eseguito una perquisizione. Inoltre il calciatore ha ricevuto anche un mandato di cattura. Da quel momento sono passati alcuni giorni e non c'è nessuna notizia di Rashid Mazaheri, se non un altro contenuto social della moglie. Maryam Abdollahi ha confermato la responsabilità del governo nella scomparsa del marito, elogiando il grande coraggio di Rashid verso le pressioni e le minacce notificate dal regime iraniano.