Jawahir Roble: primo arbitro donna del Regno Unito e protagonista della lotta alle discriminazioni

Dal sogno di fare la calciatrice al primo fischietto rosa in Inghilterra: la curiosa storia di Jawahir Roble

di Marco Varini, @marcovarini

In molti la conoscono come JJ, nome abbreviato della somala Jawahir Roble, ma per tutti è il primo arbitro donna del Regno Unito. A 10 anni la fuga dalla guerra di Somalia, e l’arrivo a Londra con la sua famiglia, città che ha poi fatto la fortuna della giovane JJ. All’ombra dello stadio di Wembley, JJ sognava un futuro da calciatrice, e fin dalle elementari il pallone è stato il suo migliore amico.

Sentiamo spesso la frase “Non è mai solo calcio”, e infatti per la giovane JJ, che non parlava minimamente inglese, il pallone ha permesso di inserirsi al meglio nel paese d’oltremanica, aiutando nell’apprendimento dell’inglese. Una sfida ai genitori, che volevano per lei una vita con un lavoro normale, ma il sogno di JJ era il pallone. Un giorno però ecco la possibilità di arbitrare un match della lega femminile locale, e da lì la giovane ha iniziato ad arbitrare sia i match maschili che quelli femminili, indossando un’hijab.

Le possibili critiche di campo non spaventano la giovane JJ, come ha dichiarato lei stessa: “Se mai dovessi subire abusi mi rialzerò. Durante una partita molti alcuni potrebbero dire che questo è un gioco da uomini, ma io dico che è un gioco da uomini e donne”. E’ l’unico arbitro femminile di religione musulmana, lo sa bene JJ, ma proprio questa unicità la sta spingendo a trovare altre donne, per festeggiarle e supportarle. Alla domanda su dove voglia arrivare la risposta è scontata: “Il mio sogno è di arbitrare una finale…”.

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