Il West Ham batte la Fiorentina e vince - per la prima volta - nella sua storia la Conference League. No, non stiamo parlando di un'altra epoca: solamente 3 anni fa, gli Hammers vincevano la loro prima competizione europea e strappavano il pass diretto per partecipare in Europa League. Ora, con quei ricordi del passato impressi nella mente, è tutto cambiato. Il West Ham si ritrova - incredibilmente - ad un passo dalla Championship: sarebbe una debacle con risvolti catastrofici, soprattutto considerando il blasone e la storia della squadra. Sono diversi i motivi di questo 'inaspettato' tracollo: ecco quali.
Inghilterra
La ‘Crisi d’identità’ del West Ham: i motivi del tracollo Hammers in Premier League

West Ham, l'inizio da brividi con Potter
—L’anno scorso sembrava aver acceso una scintilla diversa nel West Ham. L’inizio di questa stagione, però, ha raccontato tutt’altra storia. L’avventura di Graham Potter a Londra non è mai davvero decollata: sconfitte, malumori e una squadra fragile hanno accompagnato il suo percorso. Eppure il tecnico inglese arrivava da stagioni importanti con il Brighton, un lavoro che gli era valso la chiamata del Chelsea. È lì che qualcosa si è incrinato. L’esperienza con i Blues, chiusa anzitempo, ha segnato l’inizio di un declino inatteso. Dopo aver toccato il punto più alto della sua carriera, Potter si è ritrovato a fare i conti con aspettative forse premature.
Il West Ham rappresentava l’occasione perfetta per ripartire: una piazza meno esigente rispetto a Stamford Bridge, più simile all’ambiente in cui aveva saputo valorizzare le sue idee di calcio. Ma la realtà è stata diversa. Gli Hammers hanno continuato a subire troppo e a produrre poco, scivolando verso una stagione senza obiettivi e con lo spettro della zona retrocessione. La dirigenza ha così scelto di voltare pagina, affidando la panchina a Nuno Espirito Santo. Un cambio necessario nelle intenzioni, ma che finora non ha portato quella svolta attesa.

Espirito Santo e il mercato: le difficoltà rimangono
—Via Potter, dentro Espirito Santo. Il tecnico portoghese è stato scelto per via della sua esperienza e per l'ottima annata col Nottingham Forest. Ha una differenza con il suo predecessore: poco possesso palla, tanta costanza. Fin qui, la magia non ha avuto ancora luogo. I risultati stentano ad arrivare e il terzultimo posto delinea a pieno la situazione drammatica del West Ham. Una scossa ulteriore poteva arrivare dal mercato: via Paquetà, dentro Castellanos e Disasi. Il francese ha messo una parziale pezza in difesa, mentre l'argentino era chiamato a dare quella scossa in attacco: tutti e due stanno tenendo un buon ritmo, ma non è ancora sufficiente. Per uscire dalla zona retrocessione serve di più. A partire dai baluardi della squadra: Bowen e Soucek su tutti.

Stasera il match fondamentale contro il Fulham. Un'ennesima debacle aprirebbe uno scenario dal quale sarà difficile tornare indietro. Nuno Espirito Santo proverà a fare il miracolo, ma al momento c'è poca luce a Londra. Lo spettro della retrocessione è evidente. Scendere in Championship porterebbe ad un disastro economico: i milioni di debiti si accumulerebbero e potrebbe mettere fine alle leggendaria storia del West Ham. Ci sono ancora tante giornate per rimediare. Ma dovranno agire alla svelta: non c'è più margine d'errore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.derbyderbyderby.it/assets/uploads/202512/614095c7a916e07c6765265e77ba0744.jpeg)