derbyderbyderby calcio estero La ‘Crisi d’identità’ del West Ham: i motivi del tracollo Hammers in Premier League
Inghilterra

La ‘Crisi d’identità’ del West Ham: i motivi del tracollo Hammers in Premier League

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi
L'inizio con Potter e poi l'arrivo di Espirito Santo: il racconto di una annata senza ritorno
00:30 min

Il West Ham batte la Fiorentina e vince - per la prima volta - nella sua storia la Conference League. No, non stiamo parlando di un'altra epoca: solamente 3 anni fa, gli Hammers vincevano la loro prima competizione europea e strappavano il pass diretto per partecipare in Europa League. Ora, con quei ricordi del passato impressi nella mente, è tutto cambiato. Il West Ham si ritrova - incredibilmente - ad un passo dalla Championship: sarebbe una debacle con risvolti catastrofici, soprattutto considerando il blasone e la storia della squadra. Sono diversi i motivi di questo 'inaspettato' tracollo: ecco quali.

West Ham, l'inizio da brividi con Potter

—  

L’anno scorso sembrava aver acceso una scintilla diversa nel West Ham. L’inizio di questa stagione, però, ha raccontato tutt’altra storia. L’avventura di Graham Potter a Londra non è mai davvero decollata: sconfitte, malumori e una squadra fragile hanno accompagnato il suo percorso. Eppure il tecnico inglese arrivava da stagioni importanti con il Brighton, un lavoro che gli era valso la chiamata del Chelsea. È lì che qualcosa si è incrinato. L’esperienza con i Blues, chiusa anzitempo, ha segnato l’inizio di un declino inatteso. Dopo aver toccato il punto più alto della sua carriera, Potter si è ritrovato a fare i conti con aspettative forse premature.

Il West Ham rappresentava l’occasione perfetta per ripartire: una piazza meno esigente rispetto a Stamford Bridge, più simile all’ambiente in cui aveva saputo valorizzare le sue idee di calcio. Ma la realtà è stata diversa. Gli Hammers hanno continuato a subire troppo e a produrre poco, scivolando verso una stagione senza obiettivi e con lo spettro della zona retrocessione. La dirigenza ha così scelto di voltare pagina, affidando la panchina a Nuno Espirito Santo. Un cambio necessario nelle intenzioni, ma che finora non ha portato quella svolta attesa.

Espirito Santo e il mercato: le difficoltà rimangono

—  

Via Potter, dentro Espirito Santo. Il tecnico portoghese è stato scelto per via della sua esperienza e per l'ottima annata col Nottingham Forest. Ha una differenza con il suo predecessore: poco possesso palla, tanta costanza. Fin qui, la magia non ha avuto ancora luogo. I risultati stentano ad arrivare e il terzultimo posto delinea a pieno la situazione drammatica del West Ham. Una scossa ulteriore poteva arrivare dal mercato: via Paquetà, dentro Castellanos e Disasi. Il francese ha messo una parziale pezza in difesa, mentre l'argentino era chiamato a dare quella scossa in attacco: tutti e due stanno tenendo un buon ritmo, ma non è ancora sufficiente. Per uscire dalla zona retrocessione serve di più. A partire dai baluardi della squadra: Bowen e Soucek su tutti.

Stasera il match fondamentale contro il Fulham. Un'ennesima debacle aprirebbe uno scenario dal quale sarà difficile tornare indietro. Nuno Espirito Santo proverà a fare il miracolo, ma al momento c'è poca luce a Londra. Lo spettro della retrocessione è evidente. Scendere in Championship porterebbe ad un disastro economico: i milioni di debiti si accumulerebbero e potrebbe mettere fine alle leggendaria storia del West Ham. Ci sono ancora tante giornate per rimediare. Ma dovranno agire alla svelta: non c'è più margine d'errore.