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LA CURIOSITA'

Manchester United-Manchester City e la nascita dell’iconico “Why always me?”

Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 
Quel Why Always Me lascia parlare gli amanti del calcio ancora oggi: una semplice domanda retorica, che racchiude dentro di sé molto di più
00:27 min

Il pranzo del sabato, almeno in Inghilterra, propone un piatto tutto da gustare. Alle 13:30 va in scena all'Old Trafford il derby Manchester United-Manchester City e tutti gli amanti del calcio britannico si ferma a guardare questa partita che promette spettacolo e colpi di scena. Non c'è modo "migliore" per Michael Carrick di esordire sulla panchina dei Red Devils. L'ex centrocampista, che conta 464 presenze e 24 reti con lo United, ha il delicato compito di risollevare una squadra che naviga i acque molto agitate. Una partita molto delicata anche per il City. I ragazzi di Pep Guardiola vengono da tre pareggi consecutivi che ha allungato il divario dalla capolista Arsenal a 6 punti. Un altro passo falso potrebbe seriamente complicare la corsa alla vittoria.

Manchester United-Manchester City, il derby in una frase. Quel "Why always me" ha fatto la storia

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Nella loro storia Manchester United e Manchester City si sono affrontate 197 volte tra Campionato e Coppe. La partita dell'andata ha visto la squadra di Guardiola demolire 3-0 i ragazzi di Ruben Amorim, esonerato la scorsa settimana. Per i Citizens si è trattato del 68 successo sui cugini che, però, al momento sono in vantaggio a quota 80. 54 invece i pareggi. Tra le 197 partita molte sono passate alla storia, per punteggi clamorosi, gol leggendari ma anche per...maglie storiche. E' il famoso caso di Mario Balotelli e di quell'iconico "Why Always Me" del 23 ottobre 2011.

La sua esultanza, dopo aver realizzato la rete del vantaggio in quel memorabile 6-1 sullo United, nasconde dietro di se una storia tutta da raccontare. Nascondi anni difficili e soprattutto il carattere di, prima di tutto, un ragazzo famoso sia per il suo invidiabile stile di gioco che, soprattutto, per le sue "marachelle" al di fuori del terreno di gioco. Chi abbia mai avuto occasione di conoscere personalmente Mario Balotelli, chi più chi meno, sicuramente avrà avuto modo di vedere il suo stile senza freni. Quello di una persona che combina guai, forse a volte senza volerlo, ma che poi trova sempre il modo per "giustificarsi".

Come ricordiamo, nei giorni precedenti al derby, si dice che Balotelli avesse dato fuoco alla propria casa mentre accendeva fuochi d'artificio al chiuso. Può sembrare quasi un film, eppure il numero 45 più famoso del mondo c'è riuscito. Ovviamente la notizia ha fatto il giro del web nell'arco di pochi minuti e fino al fischio di inizio non si è fatto altro che parlare della nuova buffonata del classe '90.

Why Always Me? Da dove è nata l'idea

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L'idea per la maglia è nata da una conversazione scherzosa con il responsabile degli accessori del Manchester City, Les Chapman, che ha ricordato come Balotelli abbia suggerito diversi slogan inappropriati prima di ideare la semplice e consapevole domanda. Chapman non ebbe alcun dubbio sula fatto che quello slogan era perfetto, poiché rispecchiava il senso dell'umorismo dell'allora 21 enne e il suo posto costante nei titoli dei giornali.

Come infatti Chapman aveva raccontato: "Mario (Balotelli, n.d.r) voleva che gli stampassi qualcosa sulla maglietta a compressione per la partita. Gli ho detto: 'Non puoi stampare niente di controverso. Non puoi stampare niente che possa essere offensivo per i tifosi del Manchester United o per chiunque altro'. Lui ha tirato fuori un paio di cose e io ho detto: 'No Mario, non credo sia appropriato'. Poi è stato lui, in realtà, a tirarle fuori, all'improvviso. Ha detto: 'Perché sempre io?'. Appena l'ha detto, ho capito che era quella giusta". Un "capolavoro" che Balotelli ha avuto modo di inaugurare dopo appena 22 minuti.

Quella stagione si concluse poi con la vittoria della Premier League da parte della squadra di Roberto Mancini all'ultima giornata e l'esultanza di Balotelli è diventata l'emblema della loro ascesa. "Perché sempre io?" è diventato uno slogan globale, che ancora oggi viene ripetuto all'infinito ogni volta che il 35 enne finisce sui giornali per il suo solito comportamento eccentrico.