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Il boicottaggio

Mondiale 2026 a rischio? Blatter interviene: “Meglio restare a casa”

Giorgio Abbratozzato
Giorgio Abbratozzato
L'ex presidente della FIFA ha più di qualche dubbio sulla sicurezza che fornirà l'America in vista della competizione più seguita al mondo, con la situazione che è in continua evoluzione.
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Il Mondiale 2026 rischia di diventare un argomento politicamente divisivo e di scontro ancora prima di incominciare.

Le tensioni politiche legate a Donald Trump e i suoi ideali stanno generando molte perplessità. I temi dell’immigrazione e delle sue mire espansionistiche, stanno creando un clima che molti giudicano non favorevole né sicuro. Il calcio è sempre stato, nella storia, un simbolo di unione tra i paesi, anche questa volta avrà un ruolo fondamentale per riallineare e distendere il clima mondiale.

"Meglio restare a casa": le parole di Blatter e l’allarme sugli Stati Uniti

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Sepp Blatter ha lanciato un messaggio destinato a far discutere: "Evitate di andare negli Stati Uniti, le partite si potranno seguire comodamente in TV".  L’ex numero uno della FIFA si è unito ad altri personaggi di spicco che hanno espresso le loro perplessità sulla sicurezza del paese guidato da Donald Trump. Il clima politico e sociale che si respira oggi negli USA non è sicuramente dei migliori.

Negli ultimi mesi gli Stati Uniti sono stati attraversati da tensioni legate alle operazioni dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). l’agenzia federale per l’immigrazione potenziata dall’amministrazione Trump con una massiccia presenza di agenti in stati come il Minnesota. Queste operazioni hanno portato alla morte di civili, proteste di massa e reazioni di piazza. Le manifestazioni contro le tattiche dell’ICE hanno mobilitato migliaia di persone tra Minneapolis e altre città americane. In Europa si discute anche delle ambizioni espansionistiche dell’amministrazione statunitense. Le tensioni attorno alla possibile annessione della Groenlandia hanno suscitato mobilitazioni e contestazioni.

Blatter ha richiamato l’attenzione su diversi aspetti critici: dalla gestione dell’immigrazione alle tensioni politiche interne, fino al rischio di provvedimenti arbitrari nei confronti di chi non rispetta rigidamente le regole imposte dalle autorità.  Secondo lui molti tifosi rischierebbero addirittura di essere rimandati indietro senza la possibilità di seguire l'evento.

Boicottaggio Mondiale, un fronte che si allarga: Blatter non è solo

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La presa di posizione di Sepp Blatter si inserisce in un contesto già acceso e tutt’altro che isolato. Negli ultimi giorni, infatti, diversi dirigenti sportivi e rappresentanti istituzionali avevano sollevato dubbi sull’opportunità di disputare il Mondiale 2026 negli Stati Uniti. Le tensioni geopolitiche e del clima politico interno sono i principali problemi dell'America attualmente.

Tra le voci più critiche figura il presidente del St. Pauli, Oke Göttlich, che ha invitato a una riflessione etica profonda, paragonando la situazione attuale ai precedenti storici dei boicottaggi olimpici. Sul fronte istituzionale, anche la ministra dello Sport francese Marina Ferrari ha lasciato aperta la porta all’ipotesi di un boicottaggio. La ministra è stata chiara nel chiarire che molto dipenderà dall’evoluzione del contesto internazionale.

Il quadro della situazione evidenzia come il dibattito non sia più marginale, ma coinvolga sempre più attori del mondo sportivo europeo. La pressione attorno al Mondiale, che si svolgerà anche in America, rischia di diventare terreno di scontro politico oltre che sportivo.