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Niente derby brasiliani-argentini, per Dani Alves c’è una via verso la felicità calcistica: si chiama Leo Messi…

Dopo aver elogiato l’argentino Marcelo Gallardo, il brasiliano ha posato su Instagram leggendo “il manuale” di Messi e, oltre al soprannome, ha scritto una frase divertente…

Davide Capano

Dani Alves e Lionel Messi si sono incontrati a Barcellona nel 2008 e hanno messo da parte la classica rivalità tra argentini e brasiliani. Oltre a essere stati compagni sul campo, vincitori di molti titoli insieme, hanno stretto una grande amicizia, che li ha portati a condividere pure le vacanze. Il difensore del San Paolo, al di là dell’affetto reciproco e del considerare Messi quasi un fratello, ha chiarito come Leo sia anche uno dei suoi ‘scrittori preferiti’, inventando persino un grande soprannome per lui. Quale?

Il 37enne ha posato su Instagram mentre leggeva una rivista con la faccia della Pulce in copertina, con una didascalia curiosa e divertente: “Eccomi ancora un giorno, a leggere il manuale ‘10SSI’ per vedere come trovare i percorsi più veloci verso la felicità”. Il post ha raccolto più di 143mila cuoricini in pochi minuti e Dani è tornato protagonista dopo il recente elogio che ha dedicato a Marcelo Gallardo, tecnico del River Plate.

BARCELONA, SPAIN - FEBRUARY 20:  Goalscorer Lionel Messi (L) of of FC Barcelona is congratulated by team-mate Dani Alves during the La Liga match between FC Barcelona and Athletic Bilbao at Camp Nou on February 20, 2011 in Barcelona, Spain. Barcelona won 2-1.  (Photo by David Ramos/Getty Images)

Alves, colonna importante del Barça di Pep Guardiola, si è inchinato al Muñeco e al lavoro svolto coi Millonarios in questi anni: “Gallardo è una delle grandi scommesse del calcio mondiale di oggi, senza dubbio. Non conta essere un grande allenatore se non riesci a ottenere il risultato dai tuoi giocatori. È stato considerato dalle società europee per quel motivo, per la forza che ha nell’estrarre il meglio da ognuno e posizionarlo in campo in base alle esigenze della squadra”. Perché i brasiliani sanno anche elogiare gli argentini.

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