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COPPA D'AFRICA

Pape Thiaw, così il CT del Senegal dopo la finale: “Mi scuso con il calcio”

Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco
Thiaw chiede scusa per aver ritirato il Senegal dal campo durante la finale col Marocco. "Ho agito d'impulso, chiedo perdono al calcio". Poi il trionfo dei Leoni.
01:27 min

La finale della Coppa d'Africa 2025, disputatasi a Rabat tra i padroni di casa del Marocco e il Senegal campione in carica, sarà ricordata non solo per il trionfo dei Leoni della Teranga, ma soprattutto per una delle scene più surreali e controverse nella storia recente del calcio africano. Al centro della tempesta mediatica e sportiva c'è Pape Thiaw, il commissario tecnico senegalese, che nel post-partita ha dovuto affrontare le conseguenze di una decisione impulsiva che ha rischiato di rovinare il finale di una bellissima edizione di Coppa d'Africa.

Il momento chiave

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L'episodio decisivo è avvenuto nei minuti di recupero del secondo tempo regolamentare. Con il risultato inchiodato sullo 0-0 e la tensione alle stelle, l'arbitro ha assegnato un calcio di rigore al Marocco all'ottavo minuto di recupero, dopo una lunga revisione al VAR per un fallo di Malick Diouf su Brahim Diaz. La decisione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la panchina senegalese, già frustrata da un gol annullato in precedenza che ritenevano regolare. In un gesto di protesta clamoroso, Thiaw ha ordinato ai suoi giocatori di abbandonare il campo e rientrare negli spogliatoi.

Per circa 16 minuti, il calcio si è fermato. Lo stadio Prince Moulay Abdellah, gremito da quasi 70.000 spettatori e alla presenza del presidente della FIFA Gianni Infantino, è piombato nel caos, con risse sugli spalti e incertezza totale sul destino della coppa. È servita la mediazione dei veterani della squadra, in particolare di Sadio Mané, per convincere il gruppo a tornare sul terreno di gioco ed evitare la sconfitta a tavolino.

Il post partita del CT del Senegal

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Al termine della partita, vinta poi dal Senegal per 1-0 ai supplementari grazie al gol di Pape Gueye e al folle calcio di rigore sbagliato da Brahim Diaz, la rabbia ha lasciato spazio al rimorso. In conferenza stampa, Pape Thiaw ha pronunciato un sincero "mea culpa", riconoscendo la gravità del suo gesto.

"Mi scuso con il mondo del calcio," ha dichiarato il tecnico, visibilmente provato nonostante la vittoria. "Ho agito d'impulso. Non eravamo d'accordo con la decisione arbitrale, ma guardando indietro, non avrei mai dovuto ordinare ai ragazzi di uscire dal campo. Si può reagire male in un momento di foga, ma avremmo dovuto accettare l'errore dell'arbitro, se di errore si trattava. Riconosco che è stata un'azione inaccettabile e me ne assumo la responsabilità." Le scuse di Thiaw, seppur doverose, non sono bastate a placare l'amarezza del commissario tecnico marocchino, Walid Regragui, che ha definito l'accaduto "una vergogna per l'immagine del calcio africano", sottolineando come tali scene non dovrebbero mai verificarsi in una vetrina globale.

La notte di Rabat si chiude dunque con un paradosso: il Senegal alza al cielo il suo secondo trofeo continentale, la nuova regina d'Africa. Ma la vittoria resterà per sempre legata all'immagine di un allenatore che, per un quarto d'ora, ha chiesto alla sua squadra di abbandonare il campo, dando per certa una sconfitta ritenuta ingiusta.