derbyderbyderby calcio estero Parla Fernandez, l’agente di Prestianni: “Tutto quello che è stato detto è falso”

RAZZISMO

Parla Fernandez, l’agente di Prestianni: “Tutto quello che è stato detto è falso”

Prestianni Fernandez
L'ex giocatore del River Plate smentisce le accuse contro l'attaccante del Benfica e chiede di abbassare i toni
Filippo Montoli
Filippo Montoli

L'agente di Giancluca Prestianni, Gaston Fernandez, ha difeso l'argentino dalle accuse di razzismo. In un'intervista esclusiva a Win-Win ha sottolineato che tutto quello che è stato detto sul giocatore del Benfica e su un'eventuale indagine dell'Uefa è falso. L'episodio avvenuto martedì scorso nella gara tra Benfica e Real Madrid continua a fare discutere. Fernandez ha provato, con queste parole, ad allontanare la pressione da Prestianni.

Gaston Fernandez: "Troppe falsità sul conto di Prestianni"

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Le polemiche per il caso di razzismo tra Prestianni e Vinicius difficilmente cesseranno prima della gara di ritorno di mercoledì prossimo. Sempre più persone, e non solo, legate al mondo del calcio stanno intervenendo sulla questione. Una delle ultime notizie è quella che il Real Madrid avrebbe consegnato alla Uefa le prove degli insulti per poter aprire un'indagine e arrivare a una sanzione. Tutto questo è però respinto da Fernandez, l'agente di Prestianni.

Parla Fernandez, l’agente di Prestianni: “Tutto quello che è stato detto è falso”- immagine 2

Parlando a Win-Win, l'argentino ha voluto chiarire che: "Tutto quello che è stato pubblicato in questi giorni  nelle indagini Uefa su quello che avrebbe detto Gianluca è falso". Inoltre, ha negato che ci fosse una qualsiasi comunicazione ufficiale su possibili sanzioni: "Nessuno ci ha contattato in forma ufficiale per informarci di possibili sanzioni relative alla faccenda. Non abbiamo ricevuto alcuna notifica formale dalle agenzie competenti".

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L'agente di Prestianni ha cercato infine di spegnere le polemiche: "Abbiamo già chiarito che quello che è successo non è stato raccontato nel modo giusto. Vogliamo che si torni a parlare di calcio e basta. Quello che ci importa è fornire al giocatore tranquillità e serenità. Quando tutto questo sarà finito, però, valuteremo come agire e quale soluzione sia meglio prendere".