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IL CALVARIO

Paul Pogba, il Mondiale ora è utopia: il polpaccio non dà tregua

Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 
Paul Pogba non ce la fa. L'infortunio al polpaccio, dopo un mese, non gli consente di tornare ad allenarsi a pieno regime coi compagni di squadra. Il Mondiale è sempre più a rischio
00:55 min

Ci ha provato, ci sta provando. Quella voglia matta di rimettere piede in campo lo anima da tanto tempo a questa parte, eppure ogni volta sembra che qualcosa si intrometta. Paul Pogba e il ritorno in campo restano ancora lontanissimi.

Paul Pogba e l'ennesimo stop

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È accaduto, ancora, il 13 dicembre. Il polpaccio del centrocampista francese ha dovuto cedere nel corso dell'allenamento di vigilia della gara, poi persa dal suo Monaco, contro il Marsiglia per 0-1. Da allora, Paul Pogba ha saltato 4 partite e si appresta a seguire lo stesso copione contro il Lorient. Continua ad essere costantemente monitorato dallo staff medico del club monegasco e si spera ancora di poterci contare per il finale di stagione; eppure la realtà racconta ben altro.

Ogni volta che Paul tenta di alzare i giri del motore, accusa i primi segnali che un trentaduenne qualsiasi non potrebbe trascurare. Ancora meno lui, Pogba che, tra infortuni e squalifica per doping, ha saltato stagioni intere. Quelle lacrime di gioia versate alla firma del contratto col club del Principato potrebbero essere state premature. Il ragazzo continua nel suo infinito calvario e percorre un tunnel senza riuscire a intravedere la luce in fondo ad esso.

Lo storico infortuni del "Polpo"

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A dire il vero, un sogno Paul Pogba lo avrebbe ancora nel cassetto. Non sarebbe neanche così velato e impossibile. Vorrebbe tornare a essere protagonista con la sua nazionale. Proprio quella Francia con cui vinse una Coppa del Mondo nel 2018 e che vede Les Bleus senza dubbio tra le favorite del torneo. Sarebbe l'ultima possibilità di dare senso a una carriera che lo ha martoriato tanto e che troppo presto sembra essersi interrotta. Per ora il sogno rimane sospeso.

Adduttori, caviglia, polpaccio, schiena, inguine, ginocchio sono solo alcune delle parti delicate di un campione dotato di un talento fuori dal comune, ma dai muscoli così fragili da domandarsi "chissà cosa sarebbe potuto diventare Paul?". Questo è uno di quei quesiti che rimarrà senza risposta, forse per sempre.