Quanto sta emergendo nelle ultime ore nel calcio scozzese ha attirato grande attenzione mediatica. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Sun, alcuni giocatori dei Rangers Glasgow sarebbero coinvolti in un presunto scandalo sessuale legato all’utilizzo improprio di stanze d’albergo riservate alle sedute di fisioterapia.
Scozia
Bufera sul Rangers Glasgow: indagine interna per un presunto scandalo sessuale

GLASGOW, SCOZIA - 5 AGOSTO: Una panoramica dei tifosi dei Rangers mentre espongono le bandiere sugli spalti prima della partita di andata del terzo turno preliminare di UEFA Champions League tra Rangers e Viktoria Plzen all'Ibrox Stadium il 5 agosto 2025 a Glasgow, Scozia. (Foto di Ian MacNicol/Getty Images)


Rangers Glasgow, clamoroso: i giocatori coinvolti in uno scandalo sessuale
—Stando alla ricostruzione del tabloid inglese, alcuni membri della rosa avrebbero sfruttato questi spazi per incontri con escort, dando origine a una vicenda che avrebbe spinto il club ad avviare un’indagine interna. La segnalazione sarebbe partita dalla moglie di uno dei calciatori coinvolti, che, dopo aver scoperto l’infedeltà del marito, avrebbe contattato direttamente la dirigenza dei Rangers.
A seguito degli accertamenti preliminari, un membro dello staff del reparto di fisioterapia è stato sospeso. Al momento, tuttavia, non è chiaro da quanto tempo questa pratica fosse in atto né quanti giocatori siano effettivamente coinvolti. Il club non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.
Una fonte interna, citata sempre da The Sun, ha riferito che lo scandalo sarebbe emerso poco prima delle festività natalizie, generando forte tensione all’interno di Ibrox. Alcune camere risultavano prenotate formalmente per esigenze mediche, ma sarebbero state utilizzate per altri scopi. La polizia, inoltre, avrebbe individuato messaggi e chat tra giocatori e membri dello staff riconducibili agli incontri contestati.
Per quanto riguarda il dipendente sospeso, all’interno del club - secondo la stessa fonte - prevale un clima di rabbia e frustrazione: si tratterebbe infatti di una figura presente da anni nello staff, che avrebbe pagato per comportamenti attribuiti principalmente ai calciatori. La vicenda resta in evoluzione e saranno necessari ulteriori chiarimenti per definire eventuali responsabilità.
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