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COPPA D'AFRICA

Senegal, il secondo portiere Diouf torna sul caso degli asciugamani: “Scena irreale”

Senegal, il secondo portiere Diouf torna sul caso degli asciugamani: “Scena irreale” - immagine 1
Il portiere di riserva del Senegal racconta il bizzarro retroscena della finale contro il Marocco, in cui ha difeso gli asciugamani del compagno Edouard Mendy dagli assalti dei raccattapalle e degli avversari
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Nel calcio si è visto di tutto ma la finale di Coppa d'Africa tra Senegal e Marocco ha regalato una pagina di cronaca decisamente inedita. A bordocampo, soprattutto durante i tempi supplementari, il caso degli "asciugamani" ha preso il sopravvento sul rettangolo verde.

Senegal, le parole di Diouf

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Il protagonista inatteso di questa vicenda è stato Yehvann Diouf. Il secondo portiere del Senegal non ha giocato, ma il suo contributo è stato, a modo suo, fondamentale. Diouf ha passato gran parte dei tempi supplementari e della fase critica del match a fare da scudo umano agli asciugamani del collega titolare, presi di mira dai raccattapalle marocchini e persino da alcuni giocatori avversari.

Senegal, il secondo portiere Diouf torna sul caso degli asciugamani: “Scena irreale”- immagine 2

In un'intervista rilasciata dopo la gara di Europa League con il suo Nizza, Diouf è tornato sull'accaduto definendo la situazione "totalmente irreale". "Non ho mai visto nulla del genere", ha confessato il portiere del Nizza. "Per tutta la partita hanno cercato di portarli via. C'era un'ossessione inspiegabile. A un certo punto mi sono ritrovato a doverli difendere fisicamente, come se fossero il trofeo stesso".

Anche così il Senegal ha vinto la Coppa d'Africa

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Le immagini, diventate virali sui social, mostrano scene ai limiti del comico: Diouf che "marca" stretto i raccattapalle, allontana avversari che cercavano di calciare via i panni e recupera il prezioso bottino lanciato oltre i cartelloni pubblicitari. Il motivo di tanto accanimento sta nel sospetto, infondato ma diffuso, che Mendy nascondesse tra le pieghe degli asciugamani appunti sui rigoristi avversari o che fosse una forma di disturbo (o superstizione) da parte dei padroni di casa.

"La gente forse si è immaginata chissà cosa", ha spiegato Diouf sorridendo, "ma la verità è molto più banale: pioveva e servivano solo per asciugare i guanti. Edouard aveva bisogno di grip, tutto qui. Vedere giocatori e staff avversari così concentrati su un pezzo di spugna invece che sulla partita è stato assurdo". Alla fine, la "missione" è stata compiuta. Il Senegal ha alzato la coppa e Diouf ha chiuso la polemica con ironia, postando sui social una foto nello spogliatoio con la medaglia d'oro al collo e, ben stretto in mano, l'ormai famoso asciugamano "sopravvissuto". Un simbolo insolito di una vittoria sofferta, ottenuta non solo parando rigori, ma anche difendendo il diritto di avere le mani asciutte.