Parole che hanno suscitato grande scalpore, soprattutto in Argentina, quelle del “folletto olandese” Wesley Sneijder. Molti tifosi argentini sono rimasti esterrefatti dalle dichiarazioni dell’ex centrocampista, intervenuto in difesa dell’esterno brasiliano Vinícius Júnior e critico nei confronti dell’argentino Gianluca Prestianni. L’ex nazionale olandese si è ritrovato al centro di una bufera mediatica, ricevendo - secondo quanto dichiarato - oltre 4.000 minacce di morte provenienti dall’Argentina.
INTIMIDAZIONI
Sneijder sul caso Prestianni-Vinicius: “Ho ricevuto 4.000 minacce di morte”


Sneijder difende il brasiliano Vinicius
—Sneijder, ex centrocampista di Real Madrid e Inter, ha commentato la vicenda più discussa dell’ultima settimana intervenendo ai microfoni del programma olandese Rondo. L’ex Oranje ha espresso la propria opinione sui presunti insulti razzisti rivolti da Prestianni a Vinicius, sottolineando la gravità dell’episodio: “Si vedeva chiaramente la paura negli occhi di Prestianni, consapevole di aver commesso un grave errore.
Credo che ci saranno conseguenze importanti”. Nel frattempo, la UEFA ha deciso di squalificare il centrocampista del Benfica, nonostante - secondo alcune ricostruzioni - non siano emerse prove definitive sull’accaduto. Il giocatore non sarà quindi a disposizione per la gara odierna, anche se il tecnico José Mourinho ha voluto comunque portarlo con sé, esprimendo pubblicamente vicinanza al calciatore, che si dichiara innocente.
"Ognuno deve esprimere la propria opinione"
—Travolto dalle polemiche, Sneijder ha poi ribadito il proprio pensiero sulla libertà di espressione: “Tutti hanno il diritto di esprimere la propria idea. Anche chi mi ha minacciato è libero di farlo, perché è un suo pensiero. Non lo condivido, ma resta un’opinione”. Le oltre 4.000 minacce, arrivate principalmente attraverso i social network, dimostrano quanto il caso abbia generato tensioni a livello internazionale. La vicenda Vinicius-Prestianni, infatti, si inserisce in un contesto già segnato da episodi controversi e continua ad alimentare il dibattito sulla lotta al razzismo nel calcio moderno.
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