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Nel corso della sua ospitata da Alessandro Cattelan,Riccardo Calafiori si è raccontato con spontaneità, fuoriuscendo dalla vita da calciatore e lasciando spazio ad alcuni aneddoti della sua quotidianità. Il classe 2002 è cresciuto nelle giovanili della Roma, con la quale ha debuttato nel 2019 collezionando 10 presenze, trasferitosi poi al Genoa in prestito dove non è riuscito a rendere al meglio. Dopo un lungo vagabondare tra Basilea, ancora Roma e Bologna, ha deciso di lasciare l'Italia e sposare il progetto Arsenal con il tecnico Mikel Arteta. Con 37 presenze e 3 gol ha mostrato un lato di sé molto ironico con il noto conduttore televisivo, soffermandosi su alcuni "problemi" che lo destabilizzano a Londra: l'idea di tornare un giorno alla Roma però, è un pensiero che non ha mai smesso di accompagnarlo.
Intervistato a Londra, il difensore italiano si è raccontato a tutto tondo, non solo come calciatore ma attraverso situazioni quotidiane che lo accompagnano. Tra gli episodi più curiosi c'è quello che riguarda lo stile di guida britannico: "A Londra non guido, trovo che siano troppo lenti, seguono tutti troppo le regole e io non sono fatto così", aggiungendo come la guida a sinistra lo scombussoli un po'. "Ho la patente, ho guidato la macchina poche volte, non mi sento a mio agio e quindi preferisco farmi accompagnare da una persona cosi mi rilasso prima di arrivare al campo" concludendo il discorso relativa alla vita di Londra definendola noiosa e apatica.
Un altro momento suggestivo dell'intervista riguarda il suo rapporto con Daniele De Rossi, che nei suoi primi quattro mesi a Roma gli fece da "autista" definendo le prime volte cariche di ansia e tensione. "Avevo un' ansia terribile stando vicino a Daniele, temevo che ogni parola usata potesse essere un errore".
Speciale anche il legame con Mirko Vucinic, idolo sin da piccolo in quanto Calafiori ha iniziato la sua carriera da esterno perché amava fare gol: "Mi piacevano tanti giocatori a quei tempi, ma nonostante questo il mio idolo è sempre stato Vucinic, per me era qualcosa di incredibile, di straordinario, da piccolo lo imitavo"
Ma le curiosità non finiscono qui. Riccardo Calafiori non ha mai nascosto il suo desiderio di tornare alla Roma un giorno: "Sogno un gol sotto la Sud e voglio riprendere un percorso lasciato a metà", anche se oggi il presente parla chiaro: ritornare dall'infortunio che lo tiene ai box da diverse settimane, riconquistare una maglia da titolare nell'Arsenal e farsi trovare pronto per un'eventuale convocazione di mister Gennaro Gattuso in vista delle qualificazioni per il Mondiale a Marzo.
Il difensore italiano, infine, ha delineato l'identikit del difensore perfetto, immaginando un mix di qualità tecniche e fisiche ispirate a Sergio Ramos, Van Dijk, Alessandro Nesta, Paolo Maldini e Leonardo Bonucci. Parlando del rapporto con l'allenatore Arteta, ha ammesso con ironia quanto certe critiche lo mettano alla prova: "A volte penso di aver giocato benissimo, invece il mister trova sempre qualcosa da correggere". Spazio anche per il disappunto sulla gestione dei genitori nei confronti dei figli giovani, segnalando come non si lasci divertire il ragazzino ma a come creare un business intorno a loro. Dal calciatore alla persona, Calafiori ha espresso il suo modo di vedere le cose extra-sport, risultando così mai banale e sempre attento al dettaglio.
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