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IL CASO

Yamal duro sui cori durante Spagna-Egitto: “Sono musulmano, voi siete ignoranti e razzisti”

Filippo Montoli
Filippo Montoli
L'atteggiamento di parte della tifoseria delle Furie Rosse presente all'RCDE Stadium ha ricevuto unanime condanna
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Lamine Yamal è intervenuto sulla questione relativa ai cori razzisti durante Spagna-Egitto. Il fantasista del Barcellona ha espresso la sua ferma condanna tramite il proprio profilo Instagram. Il coro "Chi non salta è un musulmano", ripetuto in più occasioni durante l'amichevole, ha ricevuto la condanna di tutti i protagonisti. L'episodio è avvenuto in uno spicchio dell'RCDE Stadium (casa dell'Espanyol) che ieri ospitava la gara. Yamal, da musulmano, non ha potuto che far sentire la propria voce.

Spagna-Egitto, il post con cui Yamal ha condannato l'episodio

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Questa sosta per le Nazionali, oltre agli ultimi verdetti per le partecipanti ai prossimi Mondiali, ha fatto parlare di sé (ancora una volta, purtroppo) anche per episodi di razzismo. Che sia Europa, Americhe o un altro continente, il problema è sempre lo stesso. L'amichevole terminata 0-0 tra Spagna ed Egitto è finita sulle prime pagine dei principali quotidiani sportivi per il coro "Chi non salta è musulmano", indirizzato dai tifosi di casa agli avversari.

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Dopo la partita, l'allenatore e alcuni giocatori della Spagna che hanno rilasciato interviste hanno tutti condannato l'episodio. A queste voci si è aggiunta forse quella più autorevole dei padroni di casa, quella di Yamal. Su Instagram ha scritto: "Io sono musulmano, Alhamdulillah. Ieri allo stadio si è sentito il coro 'Chi non salta è musulmano'. So che era rivolto alla squadra avversaria e non contro di me, ma non smette di essere una mancanza di rispetto e qualcosa di intollerabile".

Ha poi continuato: "Capisco che non tutta la tifoseria è così, ma a quelli che cantano questa cosa dico che usare una religione come insulto vi rende delle persone ignoranti e razziste. Il calcio è fatto per goderselo e per tifare, non per mancare di rispetto alle persone per quello che sono o per quello in cui credono". Il campione spagnolo ha chiuso ringraziando la parte "sana" del pubblico, dando appuntamento al Mondiale.