L'Atalanta, dall'arrivo di Gasperini, ha avuto modo di stringere un rapporto molto profondo con la vittoria. I successi in campionato, Champions League e in Europa League confermano la dea come una delle squadre di seconda fascia migliori del panorama europeo. Il tecnico è cambiato, adesso al comando della squadra nerazzurra c'è Raffaele Palladino, un allenatore che ha una visione chiara.
Vittoria finale
Atalanta, la sfida è contro te stessa: la Coppa Italia è un obiettivo concreto?

L'ex attaccante, ormai diventato manager, non vuole arretrare di un centimetro e migliorare la crescita vertiginosa della dea negli ultimi anni, che sia la vittoria della Coppa Italia il prossimo obiettivo?
Atalanta, perché questo rapporto difficoltoso con la Coppa Italia?
—L'Atalanta ha spesso battuto avversarie tecnicamente più forti di lei, ma in Coppa Italia le disfatte non sono poche. L'anno scorso il Bologna di Vincenzo Italiano ha eliminato la squadra di Gasperini ai quarti di finale vincendo per 1 a 0. L'anno precedente la dura sconfitta è arrivata contro la Juventus sempre per 1 a 0 però in finale.
Le finali perse dalla dea sono cinque: 1987 contro il Napoli, 1996 contro la Fiorentina, 2019 contro la Lazio, 2021 e 2024 contro la Juventus. Un dato che racconta di un tabù difficile da spezzare. Nonostante la crescita europea e i successi in campionato degli ultimi anni, la Coppa Italia continua a rappresentare un rebus. Per l'Atalanta questo traguardo è stato sfiorato più volte ma mai conquistato dopo lo storico trionfo del 1963.

Le sconfitte come simbolo di crescita
—L'Atalanta che conosciamo oggi ha una forza fisica e mentale costruita nel corso degli anni. Nello sport c'è un detto fondamentale: per poter vincere devi saper perdere. Questa frase, apparentemente fatta, è valida nello sport così come nella vita, e non c'è esempio migliore della storia dell'Atalanta in Coppa Italia, dove le delusioni hanno forgiato un gruppo sempre più maturo e competitivo.
Il fatto che siano spesso le stesse squadre a vincere le competizioni nazionali (campionati o coppe) non è casuale. Alcuni club sono talmente abituati a giocare a certi livelli da non sentire la pressione di una finale o di uno scontro diretto ad alta intensità. L'Atalanta, per compiere imprese come la vittoria dell'Europa League, il 4-1 contro il Borussia e i successi per 3-0 e 4-0 contro la Juventus (solo per citare i più recenti), ha dovuto necessariamente attraversare momenti difficili, con sconfitte anche pesanti, trasformando ogni battuta d’arresto in un passo avanti nel proprio percorso di crescita.

In sostanza, l'Atalanta è una squadra in crescita costante. La Coppa Italia potrebbe essere una competizione ampiamente alla portata della Dea e il fatto di averne già perse diverse non rappresenta uno svantaggio, anzi. Non dovrebbe stupirci se nei prossimi anni l’Atalanta riuscisse a vincere questa competizione, magari anche più di una volta.
In questo momento la squadra di Palladino ha tutte le carte in regola per superare la Lazio e per giocarsi un’eventuale finale contro Inter o Como alla pari, se non addirittura partendo con i favori del pronostico.
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