L'ex centrocampista che ha vestito la maglia biancorossa si è soffermato sulla recente retrocessione dei galletti, che ripartiranno dalla Serie C

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Quarantuno presenze con la maglia del Bari, una rete segnata del peso specifico enorme e tanti bei ricordi collezionati in Puglia. Daniele De Vezze, ex centrocampista biancorosso, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di DerbyDerbyDerby per commentare il triste epilogo di questa stagione dei galletti, che non sono riusciti a raggiungere la salvezza e l'anno prossimo ripartiranno dalla Serie C.

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Un tema caldo è la retrocessione del Bari in Serie C e quindi ovviamente la piazza in questo momento è un po' in subbuglio. Un parere proprio da lei che l'ha vissuta la piazza?

"Beh, è un dramma calcistico, nel senso che per una piazza come il Bari, una società così importante, retrocedere secondo me è sinonimo di fallimento, però purtroppo nel calcio succede. È successo anche allo Spezia che ha speso tanto quest'anno. Purtroppo ci sono quelle annate maledette che alcune volte finiscono in questo modo".

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Daniele De Vezze in una sfida tra Bari e Cagliari in Serie A nel 2009 (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

De Vezze: "Venire a Bari dovrebbe essere uno stimolo"

Si è parlato per esempio anche di pressione a Bari. Quanto può incidere in partite un po' più importanti e nei momenti delicati questa pressione dell'ambiente?

"Per me è un punto di forza. Per me sono ca***te... anzi, venire a Bari dovrebbe essere uno stimolo, non può essere una cosa che ti toglie, sicuramente è una cosa che ti dà. Purtroppo non riesco a capire chi mette in giro queste voci di pressioni dalla piazza. Io ho avuto la fortuna di giocare in squadre importanti, stadi quasi sempre pieni, stadi grandi e a me faceva solo piacere. Anzi, se c'era poca gente era quello il problema. Ti veniva meno voglia".

E a proposito del passato, qual è il ricordo più bello che hai del periodo trascorso a Bari?

"Il ricordo è più bello è legato a Sassuolo-Bari (8 marzo 2009, ndr), quando ho fatto il gol del 3-1, perché poi da lì siamo andati primi in classifica e ci siamo rimasti fino alla fine. Ho un ricordo bello proprio nei due anni in cui abbiamo fatto tutti i record... Che dire, sono stato fortunato a trovarmi a Bari in quegli anni".

Tornando al presente, ora si riparte dalla Serie C: c'è tanta differenza dalla Serie B? Quali possono essere le difficoltà maggiori di ripartire proprio da questa categoria comunque insidiosa?

"Servono giocatori di categoria. Non sono un dirigente, non so i piani, non mi viene da dire nient'altro. Secondo me sarà rivoluzione, però è una sensazione mia".

Un pensiero per i tifosi invece, proprio per chi in questo momento sta vivendo un momento di tristezza?

"La piazza di Bari è tanta roba in tutte le categorie e non si merita di stare in questa situazione. Auguro alla città, alla squadra, alla società, qualunque essa sia, di tornare presto nelle categorie che gli competono".

Carmine Panarella

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