derbyderbyderby calcio italiano De Zerbi su Fabregas: “Dispiace come viene trattato in Italia, è successo anche a me”

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De Zerbi su Fabregas: “Dispiace come viene trattato in Italia, è successo anche a me”

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L'attuale allenatore dell'Olympique Marsiglia si è raccontato a lungo nel podcast Viva el Futbol, come sempre senza peli sulla lingua e raccontando anche numerosi aneddoti. 
Alessia Bartiromo
Alessia Bartiromo

La solidarietà tra colleghi non è mai scontata da trovare, soprattutto nel calcio che conta. Eppure, le parole che ha speso Roberto De Zerbi per il suo collega Cesc Fabregas sono state davvero sentite, riportandogli alla mente le difficoltà che ha riscontrato in Italia, in particolar modo all'inizio della sua carriera in panchina. L'attuale allenatore dell'Olympique Marsiglia si è raccontato a lungo nel podcast Viva el Futbol, come sempre senza peli sulla lingua e raccontando anche numerosi aneddoti.

De Zerbi sulle critiche ingiustificate in Italia a Cesc Fabregas

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Roberto De Zerbi commenta l'operato di Cesc Fabregas in Italia, amato da tantissimi tifosi per il suo calcio brillante e propositivo ma anche criticato da molti per un atteggiamento ritenuto spesso "presuntuoso". Il tecnico dell'Olympique Marsiglia spezza una lancia proprio a favore del suo collega, ricordando anche i suoi inizi in salita nel Bel Paese: "Non devo dare consigli a nessuno, Cesc è un professionista incredibile, molto preparato e dal carattere forte. L'ho incontrato poche volte ma mi ha sempre fatto un'ottima impressione. Non capisco le critiche ingiustificate nei suoi riguardi, fa un bellissimo calcio con il Como e solo perchè si hanno le idee chiare non vuol dire di essere spocchiosi o presuntuosi. Sta facendo miracoli con la sua squadra, fungendo da manager, mental coach e gestore. Se si deve analizzare solo il risultato non servono tutti questi opinionisti, mi dispiace come viene trattato", dichiara a Viva el Futbol. 

Como Fàbregas

Il tecnico dell'OM: "Capisco la situazione, ci sono passato anche io"

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Un pensiero va anche ai suoi inizi e a quella sensazione di sentirsi sempre in discussione in Italia, anche dopo una vittoria o un momento positivo della squadra che si allena: "Ognuno deve fare il calcio che vuole e a volte dobbiamo avere a che fare con troppa invidia nei confronti di chi ce l'ha fatta e sta facendo bene. Non mi sembra manchi di rispetto quando parla, è sempre educato e anche simpatico. Se si vuole parlare di risultati, Fabregas sta facendo ugualmente benissimo e bisogna stare zitti perché il Como è sesto. Mi sembra di vedere quello che ho subito anche io dieci anni fa, lo capisco e gli dico di non mollare", conclude.