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Domenica 18 gennaio è in programma la partita tra Bologna e Fiorentina. Il calcio d'inizio è programmato per le 15:00 allo stadio Dall'Ara. La squadra allenata da Paolo Vanoli ha forse trovato la quadra nell'ultimo periodo. Imbattuta da tre gare, sono soprattutto le prestazioni ad aver convinto. Dello stato di forma attuale del club ha parlato in esclusiva ai microfoni di DDD Sandro Cois, l'ex centrocampista che con i Viola ha disputato 8 stagioni.
Cois arriva a Firenze nell'estate del 1994 dal Torino, appena ventenne. In poco tempo e soprattutto sotto la guida di Alberto Malesani si afferma come uno dei migliori centrocampisti della Serie A, tanto da guadagnarsi la chiamata in Nazionale per i Mondiali del 1998 in Francia. Con la Fiorentina Cois vince 2 Coppa Italia e 1 Supercoppa. Lascia i Viola nell'estate del 2002 con 175 presenze e 6 gol. L'ex centrocampista, oltre alla stagione in corso, ha voluto ricordare alcuni dei ricordi indimenticabili di quell'esperienza e le persone che sono state fondamentali per la sua crescita e per la sua carriera.
La Fiorentina sembra in ripresa e non perde da tre partite e arriva dai pareggi con Lazio in trasferta e Milan in casa, sfide tutt'altro che semplici. È il segnale del cambiamento che i tifosi aspettano?
"Assolutamente sì. In queste partite si è vista a tratti una Fiorentina diversa, soprattutto il secondo tempo con il Milan. Ha espresso un gioco aggressivo fatto di pressing asfissiante che i rossoneri hanno sofferto molto. Se la Fiorentina è quella di questo secondo tempo, sicuramente farà bene. Sono molto fiducioso dopo aver visto quella prestazione. Adesso arriva il Bologna e sarà una partita difficilissima perché ormai non è più una sorpresa e ha un allenatore che farà di tutto per vincere visto come si è lasciato con la Fiorentina. In questo momento non ci voleva una partita del genere".
Rispetto a prima, sembra che Kean e Gudmundsson abbiano ritrovato fiducia e tra gol e assist hanno contribuito a 6 delle ultime 10 reti. A centrocampo, avendo svolto quel ruolo, vedi qualcuno che allo stesso modo ha svoltato rispetto a inizio stagione?
"La ripresa di Kean e Gudmundsson è ciò che mi dà molta fiducia anche per la gara con il Bologna, nonostante li veda comunque sfavoriti. Allo stesso modo vedo un centrocampo in ripresa. Vedo un Fagioli rigenerato anche se deve secondo me migliorare nella conquista e nella riconquista della palla. A livello difensivo mi aspetto un po' di più da parte sua. Ma in generale penso che il motivo principale della stagione della Viola sia proprio la difesa. Non limitata al solo reparto, ma al lavoro difensivo dell'intera squadra".
Il centrocampo della Fiorentina è anche uno dei più giovani del campionato. Questo fattore può aver determinato l'inizio shock della squadra? Anche tu tra l'altro arrivasti a Firenze appena ventenne. Ti rivedi in qualcuno e che consiglio vorresti dare a quei ragazzi?
"La mancanza di esperienza nel gestire i risultati negativi e i fischi di una tifoseria come quella Viola può aver sicuramente influito. Devo però anche dire che ci sono giocatori giovani ma con una certa esperienza. Per me un giovane è quello che dalla Primavera passa alla prima squadra. A 22/23 anni devi essere un giocatore affermato. A quell'età lì quando scendi in campo devi mangiare l'erba, anche e soprattutto per una squadra e una tifoseria come quella della Fiorentina. Non mi rivedo in nessuno in realtà. Prendo Fagioli per esempio: è molto più bravo di me a livello tecnico ma molto meno a livello di testa, grinta e recupero palla. Da qui a fine campionato mi aspetto che sia lui a prendere in mano la squadra perché ha tutte le doti per poterlo fare".
Tu hai giocato sia con Pioli sia con Vanoli. Partiamo dal primo: ti aspettavi un fallimento del genere al suo ritorno in Viola?
"Quando Pradè annunciò Pioli ho pensato che questo ritorno sarebbe stato un flop. Non discuto quello che ha fatto e ottenuto in passato, ma un allenatore che va in Arabia per soldi, che poi non è contento e torna in Italia, non ha le stesse motivazioni di prima. O hai un carattere alla Conte o Gasperini che non fanno sentire questa mancanza, o i giocatori li perdi. Mi aspettavo comunque più di quello che si è visto. E secondo me Vanoli ha pagato la preparazione fisica e tattica fatta con Pioli. Su Vanoli sono sicuro che salverà la Fiorentina e che è un allenatore con un futuro importante davanti. L'ho visto allenare e per me è un grande allenatore. Fossi stato nella società lo avrei peso subito a inizio campionato".
Pensi quindi che Vanoli debba rimanere al termine della stagione o la proprietà dovrà pensare ad altro?
"Io non avrei alcun dubbio a riguardo. Lo terrei stretto. Se mette in fila 2/3 risultati positivi sono certo che renderà la Fiorentina una squadra tostissima da battere nella parte restante della stagione. Quello che invece temo è che facendo bene adesso, poi possa arrivare una big a portarselo via".
A livello individuale invece, che persone erano fuori e dentro il campo Pioli e Vanoli. Ti aspettavi potessero diventare entrambi allenatori da Serie A?
"Con Pioli ho giocato poco, ma con lui si poteva pensare lo diventasse. Era molto interessato e attento negli allenamenti. Chiedeva spesso spiegazioni sul perché si facesse un determinato esercizio per esempio. Non mi aspettavo però facesse una carriera così importante. Da Vanoli invece non me lo sarei mai aspettato. Ma quando l'ho visto prepararsi per farlo in futuro ho capito che sarebbe diventato un ottimo tecnico".
Con la Fiorentina hai vissuto stagioni molto diverse: dalle magiche notti europee e dai trofei vinti alla retrocessione nel tuo ultimo anno in Viola. Parlando di quest'ultima, vedi similitudini tra la stagione di allora e quella di oggi?
"Assolutamente no. Per me non si può parlare di retrocessione e basta per quella stagione. È stato un fallimento. Era un anno che si sapeva che falliva. Qualsiasi professionista non riesce a essere determinante e determinato in un contesto simile. Chiaramente fu un'annata storta dal punto di vista dei risultati, ma era tutta una conseguenza di quella situazione. Non avevamo una società. Poi alla fine arrivò anche Bianchi che ci dette la mazzata finale. Non vedo nessuna similitudine quindi. La squadra di quest'anno è molto forte e penso che tra 3/4 giornate la Fiorentina non sarà più in zona retrocessione".
Passando infine alle cose positive di quel periodo, qual è il ricordo più bello e qual è la persona che non potrai mai dimenticare?
"Fortunatamente, vincendo due Coppa Italia e una Supercoppa italiana non posso che dire che i migliori ricordi siano quelli. Ma se devo scegliere la fotografia del ricordo più bello è il ritorno da Bergamo allo stadio di Firenze alle 2 di notte con la Coppa Italia in mano e vedere durante il giro di campo circa 40 mila persone euforiche. I tifosi prima ci scortarono dall'aeroporto e poi riempirono lo stadio a notte fonda. Penso che entrare in uno stadio alle 2 di notte e trovarlo pieno per una Coppa Italia accada e sia accaduto molto raramente nel mondo.
Di persone importanti ne ho avute davvero tante alla Fiorentina. Quelle però che mi sono rimaste più nel cuore sono Cecchi Gori e la madre da una parte e Alberto Malesani dall'altra. Con lui giocai tutte le partite e fui uno dei migliori centrocampisti italiani di quella stagione, tanto da essere poi convocato ai Mondiale del 1998. Ma potrei fare davvero tanti nomi, anche di compagni di squadra come Enrico Chiesa, che sento tutt'ora, o Andrea Tarozzi. Le persone fondamentali per la mia carriera però sono le prime che ho detto".
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