L’Atalanta valuta Cristiano Giuntoli per guidare la prossima fase dell’area sportiva, puntando su esperienza, programmazione e continuità tecnica
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L’Atalanta valuta seriamente Cristiano Giuntoli come nuovo direttore sportivo e la situazione nelle ultime ore ha preso forza concreta. Non si parla più soltanto di un profilo apprezzato, ma di una figura che il club considera compatibile con la prossima fase del progetto, soprattutto in un momento in cui a Bergamo si ragiona su continuità, ricambio e gestione del futuro tecnico.
Il nome di Giuntoli porta immediatamente un certo tipo di idea calcistica: costruzione sostenibile, scouting aggressivo, valorizzazione dei giocatori e capacità di mantenere competitività anche cambiando molto all’interno della rosa. Ed è proprio questo che rende il collegamento con l’Atalanta particolarmente naturale, perché negli ultimi anni il club bergamasco ha costruito gran parte della propria crescita sugli stessi principi. La sensazione è che a Bergamo non vogliano semplicemente sostituire una figura dirigenziale, ma rafforzare ulteriormente la struttura del club in una fase dove mantenersi stabilmente ad alto livello diventa sempre più complicato.
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Non solo mercato: l’Atalanta cerca una figura capace di gestire il prossimo ciclo
Il possibile arrivo di Giuntoli va infatti oltre le singole operazioni di mercato. L’Atalanta negli ultimi anni è passata da outsider a realtà stabilmente europea, e questo inevitabilmente cambia anche il tipo di gestione richiesta dentro la società.
Quando una squadra cresce così tanto, il problema non è più soltanto arrivare in alto ma restarci, continuando a vendere bene senza perdere competitività. Ed è qui che il profilo di Giuntoli viene considerato ideale: un dirigente abituato a lavorare dentro cicli complessi, con pressione crescente e necessità continua di rinnovare la rosa mantenendo equilibrio economico e tecnico. A Bergamo vedono probabilmente in lui una figura capace di accompagnare l’Atalanta nella prossima trasformazione, quella più difficile, cioè consolidarsi definitivamente tra le squadre che contano davvero in Italia anche nel lungo periodo.
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Bergamo come sfida diversa: meno caos, più costruzione
Per Giuntoli l’Atalanta rappresenterebbe anche un contesto molto diverso rispetto alle esperienze più recenti. A Bergamo troverebbe una struttura stabile, una proprietà molto presente e un ambiente meno esposto mediaticamente rispetto alle grandi piazze, ma allo stesso tempo sempre più ambizioso.
Ed è proprio questo equilibrio a rendere interessante il progetto: pressione alta ma senza caos continuo, possibilità di programmare e tempo per costruire. Elementi che oggi nel calcio italiano diventano sempre più rari. L’Atalanta vuole continuare a crescere senza perdere identità, e il nome di Giuntoli sembra inserirsi perfettamente dentro questa idea. Non come semplice uomo mercato, ma come figura centrale nella costruzione del prossimo ciclo tecnico e societario.
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