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I top e i flop della 11a giornata di Serie A: sorpassi in vetta, Bologna da sogno, Juric out

Alessandro Savoldi
Alessandro Savoldi
Dopo un weekend ricchissimo di spunti e di significati, il campionato si ferma. Occhio, in queste due settimane, alla scelta dell'Atalanta, che cambierà allenatore, e alla situazione in casa Napoli. Ecco top e flop dell'ultimo turno prima della...
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L'Inter e la Roma mettono la freccia e passano su Napoli e Milan, andando in vetta alla Serie A, l'Atalanta crolla per la seconda volta di fila in casa contro il Sassuolo, il Bologna corre e sogna. L'undicesima giornata, prima della sosta, offre tanti spunti di cui parlare: ecco i top e i flop.

I top dell'11a di Serie A: Inter e Roma davanti, Bologna da sogno

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Partiamo dall'alto, dalle prime in classifica. Da sosta a sosta, la Roma è ancora davanti a tutti dopo il 2-0 interno contro l'Udinese. La squadra di Gasperini è ampiamente la miglior difesa del campionato, grazie in primis a un portiere, Mile Svilar, che per rendimento si sta mostrando il migliore della Serie A. Una solidità, quella dei giallorossi, che è fondamentale, vista l'assenza sin qui dei gol dell'attacco. Per ora è sufficiente. La chiave per riuscire a dare filo da torcere fino alla fine alle altre passerà però dal rendimento dei giocatori offensivi: il loro apporto sarà indispensabile con il trascorrere delle settimane.

Mano nella mano con Gasperini c'è Christian Chivu. L'Inter, al contrario, ha il miglior attacco della Serie A. Bonny, a segno nel 2-0 contro la Lazio, ed Esposito sono i due acquisti più importanti dell'estate nerazzurra. Non tanto perché siano nel complesso giocatori migliori di Akanji, per esempio, o Sucic, ma perché danno al tecnico rumeno la possibilità di scegliere. Sembrano lontani i tempi in cui Thuram e Lautaro erano costretti a recuperi lampo, o a giocare a mezzo servizio, viste le alternative non a livello. Il francese, reduce da diverse settimane di stop, ha potuto gestire la sua condizione fisica perché Bonny si è dimostrato all'altezza. In vista di una stagione che si prospetta ricchissima di impegni, potrebbe essere davvero la marcia in più. E intanto il francesino ex-Parma ha già collezionato 4 gol e 4 assist in 11 partite.

Il Sassuolo banchetta invece sull'Atalanta. Il lunch match domenicale vede i neroverdi passare per 0-3 al Gewiss Stadium di Bergamo. La squadra di Grosso si conferma come una di quelle che con la lotta salvezza avrà poco a che fare, grazie al talento dei suoi singoli ma anche alla capacità dell'allenatore di sfruttare il materiale umano a disposizione. Vince, finalmente, anche il Pisa di Alberto Gilardino, in questo paragrafo dedicato ad allenatori campioni del mondo nel 2006. I toscani sfruttano finalmente il fattore campo ed escono dalla zona retrocessione, con il gol di Idrissa Touré. Quinto risultato utile consecutivo per i pisani, che adesso sono davvero entrati a pieno nel clima della Serie A.

Ultima squadra ad aver vinto in questo weekend: il Bologna. I ragazzi di Vincenzo Italiano sconfiggono i campioni d'Italia del Napoli 2-0 e si lanciano a -1 dalla zona Champions League, ma soprattutto a -3 dal primo posto. Il Dall'Ara è un fattore: nelle ultime tre stagioni in 43 occasioni davanti al proprio pubblico soltanto quattro volte i rossoblù sono usciti sconfitti. Tra queste sconfitte, poi, c'è quella con il Genoa dello scorso maggio, in una partita più votata ai festeggiamenti per la Coppa Italia vinta a Roma pochi giorni prima che alla ricerca dei tre punti. Insomma, con questo rendimento interno Orsolini e compagni possono davvero sognare in grandissimo.

I flop di giornata: Conte fa e disfa, il Milan imperfetto e il disastro Juric

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Flop fragoroso, anche per le dichiarazioni post-partita, per il Napoli di Conte. "Non mi va di accompagnare un morto, ognuno (in riferimento ai giocatori, ndr) sta pensando al suo orticello", ha detto l'allenatore salentino. Parole difficili da commentare, perché il Napoli, che sì non ha iniziato alla grande, che sì sta facendo meno bene dell'anno scorso, è a due punti dalla vetta. Eppure questa strategia comunicativa della tensione, di cui proprio Conte non riesce a fare a meno, inizia a diventare pericolosa. Perché se l'allenatore salentino ha da sempre avuto grande merito nel coalizzare gli spogliatoi di cui era totem nel "noi contro gli altri", qui rischia di diventare un "voi contro di me", dinamica che poi aveva portato alla fine dei precedenti rapporti lavorativi dell'ex Inter e Tottenham.

Ha tutt'altro significato, invece, il pareggio del Milan. I rossoneri faticano ancora contro una piccola, concedendosi a una rimonta dallo 0-2 al 2-2 contro il Parma. Questa volta il passo falso arriva fuori casa, il primo contro una squadra di bassa classifica lontano da San Siro. L'anticipo di sabato però può avere anche un significato didattico. Prendere gol nel recupero del primo tempo, sopra di due gol in trasferta, è un errore da non commettere: vuol dire scoprire il fianco nel peggior momento possibile, galvanizzando ambiente e avversari. Poco male, perchè è un campionato di squadre imperfette e tutto è ancora da giocare.

Ultimo flop per l'Atalanta di Juric. Come detto settimana scorsa, la scelta di prendere un allenatore, Juric, di scuola gasperiniana per il dopo Gasperini si è rivelata un errore. E se errare è umano, perseverare è diabolico. Il nome più caldo, visto l'esonero delle ultime ore, è quello di Palladino, un altro tecnico che è cresciuto nel seminato del Gasp. Sicuramente godrà di più credibilità di Juric, che era reduce da una stagione disastrosa tra Roma e Southampton. Il rischio però che i calciatori vedano in lui una copia non all'altezza dell'allenatore di Grugliasco c'è. Ciò che è certo è che l'Atalanta ha bisogno di punti, sin da subito.