Cala il sipario sul turno numero 25 della Serie A 2025/2026. Un turno in cui il banchetto è stato monopolizzato da Inter-Juve, portata principale di questa abbuffata di polemiche. Ecco chi ha convinto e chi decisamente meno.
Tante polemiche
I top e i flop della 25a giornata di Serie A: La Penna disastroso a San Siro, Pairetto permaloso

MILAN, ITALY - FEBRUARY 14: Pierre Kalulu of Juventus reacts as he walks off after being sent off by Referee Federico La Penna (not pictured) for a second yellow card offence during the Serie A match between FC Internazionale and Juventus FC at Giuseppe Meazza Stadium on February 14, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

I top della 25a di Serie A: Lecce colpaccio, Atalanta convincente
—Partiamo dai top, come di consueto. Il Lecce piazza il secondo colpaccio di fila e si prende nuovamente tre punti di vantaggio sulla Fiorentina. I viola, bravi, hanno vinto a Como, ma i salentini non sono stati a guardare e hanno conquistato tre punti fondamentali a Cagliari. Un risultato importante, che ha un enorme effetto collaterale: tante squadre che, fino a qualche settimana fa, potevano dirsi serene, ora hanno di nuovo l'acqua alla gola. In primis la Cremonese, che non vince da mesi e nelle prossime due ha Roma e Milan, e il Genoa. E occhio anche al Torino, al Cagliari e al Parma. Considerando che la Fiorentina dovrebbe arrivare, nessuna di queste può dirsi tranquilla.

In zona Europa l'Atalanta mette la freccia sul Como. Palladino sta facendo un lavoro strepitoso e anche questa settimana si è visto quanto conti l'allenatore. Bel successo in trasferta in uno Stadio Olimpico dal clima sempre più surreale per i bergamaschi, che ora dovranno attendere Milan-Como per sapere se il sorpasso è provvisorio o effettivo. Sussulto anche del Bologna, che cercherà di risalire la china in questi ultimi mesi di stagione.
I flop di giornata: Inter-Juve al veleno, Pisa e Verona al tappeto
—Da dove partire, parlando di Inter-Juventus? Di temi ce ne sarebbero a bizzeffe. Innanzitutto, voto 4 a Federico La Penna. Una direzione arbitrale ai limiti dell'inspiegabile, capita spesso in Serie A, che prende una deriva pessima già al minuto 9'. Miretti tocca Sucic, sarebbe fallo. Il fischietto di Roma-1 non ravvisa l'irregolarità e ammonisce Bastoni qualche secondo dopo. Il giallo è sacrosanto, ma l'arbitro capitolino è evidentemente indeciso sulla scelta, proprio perché ha il dubbio di aver sbagliato qualche secondo prima. Da lì, gli eventi lo travolgono, la pressione lo schiaccia, con un metro troppo basso per un big match e tante sbavature. Due gialli che ne fanno mezzo insieme a Kalulu chiudono il cerchio.

La Penna, però, non è l'unico colpevole, né il principale. Voto 3 a Rocchi per la designazione. A bordocampo c'era Daniele Doveri: perché non designare lui per la partita più delicata della stagione, di ogni stagione? Dopo Inter-Napoli, partita più bella dell'anno, pareva scontato, ma forse era troppo logica come scelta. Voto 2 a Rocchi per le dichiarazioni post-gara. "Tutti cercano di fregarci", ha detto. Ci vuole coraggio. In una stagione in cui praticamente ogni settimana i direttori di gara commettono errori marchiani, Rocchi cerca di far passare per vittima la categoria arbitrale. Sicuramente Bastoni è stato antisportivo, più nell'esultanza che nella simulazione, ormai abitudine sdoganata e diffusa, vedasi le dichiarazioni di Saelemaekers e Vergara delle ultime settimane, ma non si può dare la colpa a lui per ciò che è successo.

Voto 1 a Cristian Chivu, che vince la partita ma fa un autogol mediatico clamoroso, in una situazione in cui, metaforicamente, era da solo, a porta vuota, con la palla ferma, dentro l'area piccola. C'erano tante possibilità per fare meglio di così, invece Chivu fa l'errore peggiore. Dopo aver detto che avrebbe voluto sentire un allenatore essere diverso, ammettere un errore a favore, lui decide di fare come tutti gli altri. Sarebbe bastato dire: "Oggi siamo stati fortunati nell'episodio e poi siamo stati bravi a capitalizzare questa fortuna". Senza scusarsi per un errore altrui, quello dell'arbitro.

Invece l'allenatore romeno decide di dire che Kalulu, sostanzialmente, è stato ingenuo a mettere il braccio. Un calcio al secchio del latte della retorica costruita in settimane e settimane di interviste. Non serviva parlare di simulazione, perché, anche se è evidente che il difensore nerazzurro abbia accentuato, il minimo tocco c'è: "Bastoni si è sentito toccare e si è lasciato andare come fanno tutti". Invece, il pasticcio comunicativo dell'altra sera rischia di macchiare le belle parole che, finora, l'ex allenatore del Parma aveva pronunciato in stagione.
Cambiamo campo e completiamo il countdown con Parma-Verona. La sconfitta degli scaligeri è l'ennesimo passo verso la retrocessione, così come quella del Pisa. Il voto 0 però va a Luca Pairetto. Orban, che subisce fallo nettamente da Valenti, con Pairetto a un metro che non fischia clamorosamente, si lamenta in modo colorito. Lo fanno tutti, o meglio, in tanti, anche tra i top, che però la passano sempre liscia.

L'atteggiamento di Pairetto è quello del giustiziere, di chi può urlare in faccia ai giocatori, cosa che fa spesso, per dimostrare una presunta capacità di gestire le cose, ma che non può accettare una critica o comunque una protesta vigorosa in un momento chiave della stagione, dopo un errore netto da parte sua. Meglio rovinare le partite dopo dieci minuti, e a lui era già successo in Como-Atalanta, che saper gestire e comunicare con i calciatori. Sempre con l'atteggiamento di chi non sbaglia mai. Del resto, tutti vogliono fregarli.
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