Izzo ha raggiunto i playoff con l'Avellino: la storia con il sigaro, poi le polemiche sotto un post contro l'allenatore e il direttore biancorosso
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Un sigaro fumato con aria spavalda sulle storie di Instagram: è questa l'immagine che suggella la sofferta ma esaltante qualificazione dell'Avellino ai playoff. Protagonista indiscusso dello scatto finale biancoverde è Armando Izzo. Il difensore classe '92 si è ripreso la scena a modo suo: da leader imprescindibile sul rettangolo verde e da personaggio altamente divisivo fuori dal campo, tra gossip e continue scaramucce sul web.
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L'Avellino ai playoff
La sua avventura irpina era ricominciata a gennaio con una dichiarazione d'intenti tanto ambiziosa quanto inequivocabile: in conferenza stampa aveva annunciato di voler "realizzare un sogno e portare l'Avellino in Serie A". Un ritorno alle origini, a dodici anni esatti dal suo debutto nel campionato di Serie B proprio con i campani. L'addio al Monza durante il mercato invernale è stato definito dal giocatore stesso come una vera e propria "scelta di cuore", maturata per via di un ambiente in cui non si sentiva più a proprio agio.L'ottavo posto finale e l'accesso agli spareggi promozione rappresentano un traguardo formidabile per una squadra neopromossa, soprattutto se si considera che, fino alla fine di febbraio, lo spettro della zona playout era un'ombra concreta. La vera svolta per il gruppo porta la firma di Ballardini. Con l'approdo in panchina dell'ex tecnico del Sassuolo, la musica è cambiata radicalmente. Ora i lupi sono attesi dalla delicatissima sfida del turno preliminare dei playoff contro il Catanzaro.
La polemica social tra Izzo e il Monza
Ma se in campo l'apporto dell'ex Torino è stato innegabile, è sui social che il difensore ha regalato i fuochi d'artificio, non risparmiando davvero nessuno. La separazione dal club brianzolo, ad esempio, è arrivata tra i veleni. Il tecnico del Monza, Paolo Bianco, aveva lanciato un attacco non troppo velato: "C’è gente che ha meno nome eppure lavora il triplo degli altri". La vendetta mediatica di Izzo è arrivata pochi giorni fa. Provocato da un tifoso biancorosso, il difensore ha creato un fiume di polemiche social: Izzo ha etichettato Bianco come uno "scarso allenatore" (sostenendo che con se stesso in panchina la squadra sarebbe arrivata prima) e ha demolito il direttore Nicolas Burdisso, definendolo "scarso da giocatore e pure da dirigente".
Nemmeno il rapporto con la tifoseria dell'Avellino è stato esente da attriti. Nelle prime settimane dal suo ritorno, costretto ai box per un infortunio mentre l'Avellino faticava a trovare risultati, Izzo finì nella bufera per aver pubblicato le immagini della sua festa di compleanno. Al duro attacco di un utente, rispose a tono invitandolo allo stadio e ribadendo come nessuno gli avesse mai "regalato niente". Una frattura che si è poi fortunatamente ricomposta lo scorso 7 marzo: la decisiva vittoria casalinga contro il Padova ha spianato la strada a un chiarimento faccia a faccia con la Curva Sud, ripristinando la pace.
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