Leonardo si è espresso sul rapporto tra Paolo Maldini e il Milan: "Sono sicuro che abbia tanto da dare"
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Leonardo, ex giocatore, tecnico e dirigente del Milan, è intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio affrontando il tema dell’evoluzione del ruolo del direttore sportivo nel calcio moderno. Secondo l’ex dirigente rossonero, questa figura ha progressivamente perso centralità decisionale in diverse realtà, dove strumenti analitici e modelli algoritmici hanno assunto un’influenza sempre maggiore. Pur riconoscendo il valore dei dati come supporto, Leonardo ha ribadito che non dovrebbero sostituire il giudizio umano, ma affiancarlo. In questo contesto ha richiamato anche il caso di Paolo Maldini, sottolineando come la sua assenza dal Milan.
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Le dichiarazioni di Leonardo
IL RUOLO DEL DIRETTORE SPORTIVO - "Il ruolo di DS oggi è cambiato tantissimo. Non ho niente in contrario, ma ho sempre pensato che dovessero essere un appoggio alla decisione, non che fossero la decisione. Questa cosa conta tanto. Se hai Paolo Maldini al Milan non so quale algoritmo può dirmi che è meglio non averlo".L'ASSENZA DI MALDINI AL MILAN - "Sono convinto che abbia molte qualità da esprimere, ma si muove all’interno di un contesto molto complicato. È raro trovare una figura che riesca a trasmettere questo in modo davvero condiviso.Il sistema è necessario per gestire il calcio, ma manca quella componente capace di trascinare tutti. Io la vedo in pochissimi, e forse lui è l’unico che possiede davvero questa caratteristica”.
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MALDINI PROFILO GIUSTO PER IL CALCIO ITALIANO - “Sono convinto che abbia ancora tanto da dare, ma esiste una struttura molto politica che talvolta finisce persino per ostacolare tutto questo. Penso anche a Paolo: certe cose bisogna sentirle dentro, e lui le sente davvero. Al di là delle idee, serve qualcuno capace di trascinare e di far credere alle persone di seguire qualcosa di importante e bello. Il sistema è necessario per governare il calcio, ma manca quella componente capace di coinvolgere tutti. Io vedo questa qualità in poche persone e lui, forse, è l’unico ad averla davvero”.
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