Diciannove anni appena compiuti e la voglia di vivere la vita inseguendo i propri sogni, con tanta spensieratezza. Eppure il destino ha messo davanti a Eliot Thelen, giovane promessa della Primavera del Pescara, una prova molto ardua da superare. La notte di Capodanno era anche lui con gli amici a divertirsi a “Le Costellation” di Crans Montana: le bottiglie, le fiamme, il fuoco e il terrore, con un unico pensiero nella testa che blocca le gambe per scappare: sto davvero per morire. Il giovane calciatore, di ritorno in Abruzzo per allenarsi con la sua squadra, ha rilasciato una lunga intervista a Il Messaggero, proprio per parlare di quei momenti e della sua lotta per la sopravvivenza.
IL RACCONTO
Pescara, il racconto di Thelen: “Credevo di morire nell’incendio di Crans-Montana”

Pescara, Eliot Thelen e i drammatici momenti a Crans Montana
—Una tragedia che è ancora nella mente e degli occhi di tutti, che è costata la vita a più di 40 giovani a Crans Montana nella notte di Capodanno. Tra loro anche tanti sportivi, che festeggiavano l'arrivo del 2026 con gli amici. Presente nel locale anche Eliot Thelen, 19enne in forza alla Primavera del Pescara, che racconta da sopravvissuto questi attimi di terrore senza fine: "Ho pensato davvero di morire, era una situazione gravissima. I ragazzi che erano con me a Le Constellation sono ancora in ospedale in Francia, uno di loro è in coma farmacologico. Tutti criticano i giovani che hanno ripreso le fiamme con i telefonini ma lì c'era musica alta e nessuno ha capito davvero la gravità dell'accaduto, né ha dato l'allarme".
Per Thelen solo delle ferite alla mano e tanta paura, che fa fatica ancora a lasciarsi alle spalle: "Ho visto tanti ragazzi morire e bruciare, è stata una notte terribile. Ero inciampato e non riuscivo a respirare, poi ho sentito qualcuno che mi afferrava per portarmi fuori e mi sono svegliato al sicuro. Non ho mai saputo chi sia stato, mi ha salvato la vita. Ho provato ad aiutare i miei amici, ero senza scarpe e ho dato felpa e maglia a chi aveva più bisogno. Fisicamente sto bene, ho ancora qualche ferita sulle dita ma nulla di preoccupante. Psicologicamente essere rientrato a Pescara mi aiuta tanto, sono tornato a giocare a calcio e i miei compagni che mi stanno molto vicino in questo momento terribile".
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