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Intervista all'ex difensore di Udinese e Salernitana

L’ex bianconero Heurtaux: “Guidolin il miglior tecnico, Immobile l’attaccante più fastidioso”

L’ex bianconero Heurtaux: “Guidolin il miglior tecnico, Immobile l’attaccante più fastidioso”

L'ex difensore dell'Udinese, 102 gare in Serie A con i bianconeri, è uno degli svincolati di lusso ancora alla ricerca della giusta occasione per tornare in campo.

Enrico Vitolo

Prima Romero al Venezia, poi Mirante al Milan e poi chissà ancora chi altro nelle prossime settimane. Del resto il mercato degli svincolati offre ancora diverse opportunità, una su tutte si chiama Thomas Heurtaux. Francese di nascita ma a tutti gli effetti italiano di adozione. Merito delle esperienze vissute con Udinese, Verona e Salernitana, dove si è dimostrato non solo campione in campo ma soprattutto fuori dal campo.

Diverse offerte in questi ultimi mesi ma a quanto pare non è arrivata quella giusta?

“Esatto, sto aspettando che arrivi un’opportunità nuova. Qualcosa si sta muovendo, ma intanto dalla settimana prossima mi aggregherò alla Folgore Caratese (compagine di D, ndr) per allenarmi e stare in forma in attesa del progetto giusto”.

Quanto le manca l’Italia?

“Mi manca tanto, peccato per come si è conclusa l’avventura a Salerno. Ho vissuto in una città bellissima e di grande calore, ma il direttore Fabiani non ha mantenuto le promesse in merito al rinnovo. Purtroppo non avevo messo in conto di restare senza squadra, e quindi sono dovuto ripartire. Poi successivamente ho deciso di andare in Slovacchia dove giocando 16 gare su 16 ho dimostrato a tutti di stare bene, conquistando tra l’altro la salvezza”.

Ma ora nel futuro vede più Italia o estero?

“Diciamo che l’obiettivo è trovare un progetto serio dove posso fare quello che mi piace ad aiutare il resto della squadra. Certo l’Italia è la mia seconda casa e quindi mi piacerebbe poter ritornare in Serie A”.

Una lunga carriera e tanti anni vissuti ad alti livelli, ma c’è qualche rimpianto?

“L’unico è quello di essermi affidato a procuratori che non hanno pensato al mio bene, certo la decisione finale è sempre stata mia e quindi mi prendo le mie responsabilità. Ad ogni modo mi considero fortunato perché non è da tutti giocare ai massimi livelli in Francia e in Italia, ma credo di poter dire ancora oggi la mia in Serie A. Vorrei giocare ancora 4-5 anni a buoni livelli”.

Il giocatore più forte affrontato in Serie A?

“Dire il più forte è difficile in quanto ho affrontato grandi giocatori, però di sicuro posso dire che Immobile è quello che mi ha dato sempre più fastidio. Ancor prima di diventare il bomber degli ultimi anni. Questo perché è un attaccante capace di non darti nessun punto di riferimento nel corso di una partita”.

Chi è stato invece l’allenatore più importante?

“Direi Guidolin, mi faceva giocare ed aveva fiducia in me. Ed infatti in quegli anni ho avuto il rendimento più alto. Poi, però, anche con Stramaccioni e Iachini mi sono trovato molto bene. Ma al di là degli allenatori affermati, devo ammettere che un tecnico di spessore che ho avuto è Emilio Longo. L’ho conosciuto qualche anno fa alla Folgore Caratese, dove già in passato mi sono allenato grazie alla disponibilità di un club davvero organizzato, e devo ammettere che è un allenatore di altissimo livello, che ha tutte le carte in regola per poter guidare un club importante a livello nazionale. In alcune cose mi ricorda mister Guidolin”.

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