Il Cobra Tovalieri: “Inter, contro il Real Madrid ha pesato molto l’assenza di Lukaku”

Tovalieri analizza le prossime gare dei nerazzurri contro Atalanta e Real, ricordando come pesi l’assenza di Lukaku e quanto sia fondamentale il match contro il Real.

di Marco Varini, @marcovarini

Sandro Tovalieri, ex attaccante di Roma e Bari, ha rilasciato un’intervista a TuttoInter24.it. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:

“Credo che bomber si nasca, poi nel tempo ti puoi sicuramente perfezionare. Io, ad esempio, sono nato da centravanti e lo ero già a 10 anni, quando giocavo nella Roma. Il mio ruolo è sempre stato quello fino a fine carriera, praticamente si può dire che avevo il numero 9 stampato sulla schiena. Il primo anno di Pulcini, ad esempio, feci 52 gol con la maglia giallorossa. Da giovane l’istinto del gol c’è già, ma ti manca l’esperienza e magari sbagli gol che, con qualche anno in più, non avresti sbagliato. Poi piano piano acquisisci esperienza, ti adatti al campionato, inizi ad avere fiducia e consapevolezza nei tuoi mezzi e tutto diventa più facile. Non troppo facile, nell’epoca che ho vissuto io non era per niente semplice segnare perché incontravi sempre difensori che non ti facevano respirare.

Tutto parte da Roma: cosa si prova ad esordire con la maglia della squadra in cui sei cresciuto e a segnare il tuo primo gol in Serie A contro il Napoli di Maradona?

“Sono emozioni uniche che ti rimangono impresse per tutta la vita. Come quelle che ho provato nel fare gol davanti al giocatore più forte di sempre, in uno stadio pieno e con la maglia con la quale sono cresciuto. Questo può far capire l’adrenalina e l’entusiasmo che avevo dentro in quei momenti. Posso ritenermi fortunato ad aver giocato contro Maradona e tantissimi altri grandi calciatori in un’epoca in cui il campionato italiano era considerato il più ambito e bello del mondo”.

Con i giallorossi una Coppa Italia e uno Scudetto perso alla penultima giornata contro il Lecce. Cosa è andato storto in quella partita?

“Credo che quella sia stata tra le 3-4 squadre più forti della storia giallorossa. Siamo riusciti nell’impresa di rimontare otto punti alla Juventus, ma siamo mancati sul più bello dopo averli agganciati in classifica a due giornate dalla fine e con un calendario più semplice dalla nostra. Forse la nostra colpa è stata prendere sotto gamba la partita con il Lecce, pensavamo che non ci sarebbe stata storia con la città in festa e la gente di Roma già pazza di gioia. Abbiamo trovato una squadra che si è giocata la partita con il coltello tra i denti e con un portiere, quello di riserva, capace di parare tutto nel secondo tempo. Non capita spesso di incontrare squadre che, alla fine del campionato e senza obiettivi, decidono di giocarsela così…Perdere in quel modo è stato scioccante. Vincere uno Scudetto con questa maglia e in questa piazza dà emozioni uniche e, vincerlo a 20 anni, avrebbe potuto rappresentare una svolta per la carriera di qualsiasi calciatore. Chissà, magari sarei rimasto tutta la carriera a Roma…Rimane il rimpianto più grande di tutta la mia carriera calcistica, più che altro per l’affetto e l’amore della gente che ci ha seguito fino all’ultimo con passione”.

Da bomber a bomber, quanto incide l’assenza di Lukaku in questo momento così delicato?

Lukaku è un giocatore straordinario. Lui è forza fisica, sa proteggere palla, fa salire la squadra, prende punizioni, dà profondità. Contro il Real Madrid, la sua assenza ha pesato tanto. Se giochi, con tutto il rispetto, contro Crotone o Spezia, magari puoi permetterti di fare a meno di questi giocatori, contro le big è tutta un’altra storia. Poi davanti non dimentichiamoci di Sanchez, quando sta bene può fare ancora la differenza”.

 

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