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All’Olimpico finisce 3-3 tra Roma e Juventus, una partita che ha regalato tantissime reti, spettacolo e colpi di scena: giallorossi e bianconeri non sono sono risparmiati e hanno dato vita ad un confronto che ha tanto da dire per quella che sarà la classifica della Serie A e nello specifico per la corsa ad un piazzamento per la prossima edizione della Champions League.
La Roma passa al 39’ con Wesley, sfruttando un primo tempo in cui costruisce di più sul piano qualitativo. La Juve risponde subito nella ripresa con Conceição al 47’, ma i giallorossi reagiscono con forza: N’Dicka al 54’ e Malen al 65’ firmano il doppio vantaggio che sembra indirizzare la gara. La Juventus però non muore mai davvero. Boga al 78’ riapre tutto e Gatti al 93’ completa la rimonta, firmando il definitivo 3-3 nel recupero. Per analizzare e comprendere al meglio questa spettacolare gara tra Roma e Juventus, è possibile estrapolare le statistiche più importanti per commentarle ed interpretarle.
La Roma chiude con 1.65 xG contro 1.39 della Juventus. Un vantaggio leggero ma reale nella qualità delle opportunità create.
Le grandi occasioni sono 4 per i giallorossi e 3 per i bianconeri: equilibrio sostanziale, ma con la Roma più incisiva nei momenti chiave della gara centrale. Tutto sommato, un equilibrio che spiega come sia maturato il 3-3 finale tra Roma e Juventus, anche se gli equilibri della gara ad un certo punto sembravano tutti in favore dei giallorossi.
La Juventus ha tirato di più: 13 conclusioni contro 11. I tiri in porta sono 5 per parte, dato che spiega il punteggio alto. Quando hanno centrato lo specchio, entrambe hanno fatto male.
Le parate sono 2 per lato, segno che ogni intervento dei portieri è stato pesante ma non sufficiente a contenere l’ondata emotiva della partita.
La Juventus tiene più il pallone (53% contro 47%) e completa più passaggi (488 a 417). Una superiorità nel controllo del ritmo, almeno sulla carta.
La Roma però è più aggressiva nei contrasti (24 a 16) e concede meno sul piano disciplinare, con 1 solo cartellino giallo contro nessuno della Juve.
La Roma batte più calci d’angolo (4 a 1) e più punizioni (12 a 7), segnale di una pressione territoriale concreta soprattutto nella fase centrale del match. La Juventus, invece, commette più falli (12 contro 7), ma nel finale trova la lucidità per ribaltare l’inerzia psicologica.
Il 3-3 racconta una verità semplice e brutale: la Roma ha avuto la partita in mano, la Juventus ha avuto la forza mentale per riprendersela. Numeri equilibrati, emozioni infinite: la sensazione è che i giallorossi possano recriminare un po' di più perché la vittoria sembrava ormai consolidata e con essa anche la qualificazione in Champions League. Infinita la Juventus che, quando sembrava impossibile, ha avuto la bravura e la fortuna di riacciuffare il pari che consente di sperare ancora per la classifica.
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