Il caso Pepè-Napoli, la giungla degli intermediari e i salari: è allarme calcio!

Il caso Pepè-Napoli, la giungla degli intermediari e i salari: è allarme calcio!

I procuratori si difendono, ma il problema è reale

di Redazione Derby Derby Derby

di Leonardo Sasso –

Il tedesco Kalle Rummenigge e la piazza della tifoseria napoletana sono entità piuttosto diverse fra loro. Ma il grido d’allarme sulle cifre del calcio in questo weekend, è stato lo stesso.

E’ partito il sito Il Napolista, dopo la querelle procuratori-De Laurentiis sul fronte Pepè finito all’Arsenal: “Il mondo del calcio è finito interamente nelle mani di figure non ben definite. Chi li chiama procuratori, chi intermediari, chi agenti… Si tratta sostanzialmente di figuri che lucrano in modo spropositato attraverso la compra-vendita dei calciatori. Facendo aumentare in modo esponenziale i prezzi e combinando vere e proprie trappole. Se compri il mio giocatore ad x milioni di euro l’anno prossimo o tra due anni te lo farò rivendere ad x+y milioni di euro. Oppure se compri il mio giocatore ad x milioni di euro ti faccio vendere un altro tuo calciatore a z milioni. Le percentuali che questi signori incassano sono stellari. Spesso comparabili all’ingaggio del calciatore. Tutto avvolto nelle più tenebrose nebbie finanziarie attraverso le quali è impossibile leggere la verità”.

Correlato a questo aspetto, l’intervento del dirigente tedesco. Karl-Heinz Rummenigge, ad del Bayern Monaco, ha espresso preoccupazione per gli stipendi pagati ai calciatori, partendo da Antoine Griezmann, da poco passato al Barcellona. Parlando alla Bild, Rummenigge si è detto “preoccupato, non solo le somme di 100 o 120 milioni, ma per gli stipendi che vengono pagati, specialmente in Spagna, Inghilterra e Italia. La tendenza è verso il pagamento di stipendi netti. Dobbiamo stare attenti a non destabilizzare il nostro ordine salariale. Le dimensioni, in questo momento, sono enormi”, ha detto. Per Rummenigge, la firma di Griezmann con il Barcellona è un esempio di quella deriva preoccupante che il calcio ha nei grandi club. “Prendiamo Griezmann, che ha uno stipendio milionario di molti zeri netti all’anno – spiega -. Tutto questo deve essere moltiplicato per due, poiché il club è responsabile del pagamento delle tasse. Il Bayern non parteciperà a tutte queste spese folli”.

Dal canto suo, il procuratore Massimo Grillo ha risposto a “Il Napolista”: “Fino al 2005 la figura dell’agente di calciatori era regolamentata dalla FIFA e dalle Federazioni nazionali e per l’abilitazione alla professione bisognava superare un esame (giustamente) molto complicato e articolato. La percentuale di soggetti che superavano l’esame era di circa il 6/7% rispetto ai candidati. In quel momento si era creato un giusto equilibrio “di potere” tra società sportive e calciatori, che grazie all’ausilio degli agenti potevano far rispettare i loro diritti. Ovviamente questo scenario non piaceva ai club che fecero forti pressioni sulla Fifa per cancellare completamente la figura dell’agente di calciatori. Tali pressioni sono scaturite nella completa “deregulation” dell’aprile 2015 fatta da Blatter. Da quel momento in poi c’è stato il caos più totale. Chiunque poteva fare l’intermediario, senza alcuna formazione e conoscenza della professione e delle materie da trattare”.

 

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