L’evoluzione di Giulietta: dagli striscioni napoletani al derby teatrale

L’evoluzione di Giulietta: dagli striscioni napoletani al derby teatrale

Giulietta non è più protagonista del derby degli striscioni negli stadi, ma di una pièce teatrale che propone Montecchi-Capuleti come un derby di Verona

di Redazione DDD

di Redazione DDD –

C’era una volta, negli anni Ottanta, Verona-Napoli e lo striscione scaligero che accolse Dirceu in azzurro recitò: “Ora non sei più straniero, Napoli ti ha accolto nel continente nero”. L’anno dopo, il campionato cominciava con la prima partita di Maradona in maglia azzurra. Il pibe fu massacrato da Briegel, il Verona vinse 3-1 e, a fine stagione, conquistò lo scudetto. Al Bentegodi si sprecavano gli striscioni orribili. “Vesuvio lavali col fuoco”. “Napoli colera, la vergogna dell’Italia intera”. Razzismo puro. Diego ne rimase colpito. Fu uno dei motivi, per lui, per legarsi ancora di più a Napoli. L’ennesimo striscione del Bentegodi, “Benvenuti in Italia”, provocò l’immediata reazione, una genialata tutta partenopea dei ragazzi della Curva B del San Paolo presenti sugli spalti veronesi. Essi srotolarono il più famoso striscione mai apparso in uno stadio: “Giulietta è ‘na zoccola”.

Oggi, fortunatamente, nella speranza che non ci siano rigurgiti razzisti nella prossima stagione calcistica con Verona e Napoli in Serie A, accadono cose diverse.

Il derby di Giulietta diventa infatti arte, come è giusto e come merita. E’ infatti iniziato lunedì 29 luglio il laboratorio dal titolo “Capuleti Montecchi zeroazero” ispirato alla tragedia shakespeariana di Giulietta e Romeo, ideato e condotto dall’attore Roberto Corradino con l’assistenza di Vincenza Di Schiena e Alessio Genchi per la serie dei “Match performativi” a cura della scuola Bembè Arti Musicali e Perfomative.

L’idea, a Ruvo di Puglia (Bari) è stata quella di trattare la storia come se fosse una partita di calcio, come se il derby di Verona che vede affrontarsi Capuleti e Montecchi fosse la scusa per raccontare il desiderio di comunità che vive ormai sepolto dentro le nostre vite. Di qui è partito Roberto Corradino (attore e autore di lungo corso con un nutrito curriculum di premi e segnalazioni e un’intensa attività teatrale all’attivo) sempre coadiuvato da Tommaso Scarimbolo, ideatore di tutta la serie di laboratori per infanzia e adolescenza che andranno avanti poi con le altre sezioni sino alla fine di agosto nell’ambito della rassegna voluta dal comune pugliese.

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